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Croak: 29 aprile 2018 fra sgravi e promesse da marinaio…

29 aprile 2018 in Ticino si va nuovamente alle urne, ma questa volta è una votazione di materia cantonale. Viene chiesto di approvare o respingere la riforma fiscale che prevede l’introduzione di sgravi riguardanti la sostanza. Sul tema si sono aperti due grandi fronti agguerritissimi uno assolutamente contrario e l’altro secondo cui non vi è altra scelta logica e sensata.

Onestamente bisogna ammettere che travolti dal turbinio delle giornate lavorative, ascoltando e leggendo con disattenzione, la proposta ci possa sembrare quasi allentante. Abbassare un poco le tasse sul capitale non è male darebbe un fil respiro soprattutto alla classe media, con relative ricadute su …. no? No, è scritto chiaro, il ritocco verso il basso delle aliquote riguarda solo le aliquote massime, ossia quelle riservate ai grandissimi capitali, il resto resta com’è. Quindi mentre i grandi patrimoni e le grandi ditte pagheranno meno tasse, dalla media borghesia in giù si continuerà a lottare: per sopravvivere; per non erodere del tutto il capitale, se lo si ha; per tenere aperta l’azienda, l’ufficio o il negozio; per non ridurre il personale all’osso e quindi licenziare; per riuscire a dare il giusto stipendio ai dipendenti; per pagare nei tempi dovuti i fornitori; per far fronte alle piccole grandi spese di tutti i giorni e per pagar le tasse.

Non scontata è la trasversalità del No e del Sì.  I due fronti, i favorevoli e i contrari, vedono entrambi in prima linea delle figure di spicco del partito socialista. Che il cielo stia crollando sulle nostre povere teste? No, semplicemente priorità e chiavi di lettura distinte e contrapposte, unite a un certo timore.

Mentre gli oppositori alla riforma sottolineano quanto con questa detassazione si finisca solo per sottrarre preziose risorse alle già povere casse cantonali. Ovviamente meno entrate per il cantone, significherà dover compiere nuovi tagli, che quasi  sicuramente colpiranno la scuola e il sociale, senza avere praticamente nulla come reale contropartita.

Nessuna contropartita? Ma non sono mica previsti sostanziosi aiuti alle famiglie, se passa la riforma?  In effetti il fronte del Sì, capeggiata dagli onorevoli Ghisletta e Beltraminelli, sta da mesi cavalcando presunti benefici sociali  subordinati al successo della riforma fiscale. Probabilmente agli onorevoli Ghisletta e Beltraminelli deve esser sfuggito che il mondo è cambiato e siamo nel pieno dell’epoca delle promesse da marinaio.

Le misure sociali  promesse da marinaio? Le esperienze accumulate nel tempo, anche recenti, mostrano come si impensabile credere che una volta ottenuta la defiscalizzazione gli imprenditori  tengano fede alla parola data.

Il pacchetto di misure sociali, che ha apparentemente causato una spaccatura a sinistra, è una forma di ricatto, si potrebbe quasi definirlo un cavallo di troia all’interno del sistema, poiché solo se passa la riforma verranno forse elargiti dai datori di lavoro i benefit a favore delle famiglie dei dipendenti.

Forse? Come forse? ‘Del doman non v’è certezza’ visto che gli aiuti ai lavoratori non saranno erogati dallo stato, ma solo dai privati, aventi un forte senso di responsabilità sociale ed etico Certo sul territorio vi sono molti imprenditori, artigiani e liberi professionisti corretti, che non ci penserebbero due volte a finanziare: aiuti finanziari a chi ha i figli al nido; doposcuola; famiglie diurne e dulcis in fundo aiuti ai familiari curanti; ma vi sono altrettanti datori di lavoro senza scrupoli e senso etico. Manca qualcosa nella lista dei benefit? No non mi pare visto che il famoso bonus bebè, è ormai ufficiale, saranno i lavoratori stessi a finanziarlo indirettamente. L’assegno parentale di 3’000 frs in caso di nascita o di adozione di un figlio sarà erogato grazie ai tagli degli assegni familiari.

In conclusione il 29 aprile saremo chiamati a votare una riforma rivolta fiscale solo ai grandi capitali , che non distingue fra buoni e cattivi.  Temo che i promotori non abbiano ben compreso il concetto di merito e si siano un poco confusi finendo  per subordinare un pacchetto di aiuti sociali all’approvazione della detassazione dei grandi patrimoni, invece di usare la detassazione come premio per chi dimostra, non in autocertificazione, di comportarsi in maniera etica. 

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29 aprile 2018 promesse da marinaio

 


 

 

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Economia sostenibile… made in Suisse?

“Per un’economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse(economia verde)”

Il 25 settembre saremo tutti chiamati a votare. Dunque vediamo ..tre sono le iniziative  proposte a livello federale.  Ora vediamo ,interessante, l’iniziativa  “Per un’economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse(economia verde)”ha un obbiettivo a lungo termine…lo scopo sarebbe di aver fra 34anni  un ciclo produttivo e del consumo a bassissimo impatto ambientale. Il consiglio federale raccomanda il respingimento dell’iniziativa, obbiettivi irrealistici…il sistema economico e produttivo ha bisogno del suo tempo per trasformarsi ed adeguarsi a certe esigenze …34 anni sono troppo pochi, anche se si danno agevolazioni ed incentivi difficilmente si arriverà a produrre pochissimi rifiuti e ridurre il consumo delle risorse naturali.
Hanno ragione solo 34 anni per modificare le abitudini, il sistema economico, i processi industriali, il ritmo produttivo, la qualità dei prodotti e lo sfruttamento delle risorse. Così pochi anni per cambiare la mentalità di consumatori, burocrati, economisti, produttori e commercianti … IMPOSSIBILE!
Con tutta la fatica che abbiamo fatto  per giungere, in meno di trentaquattro anni, al perfezionamento del concetto “tutto subito!” con la  sovrapproduzione e della filosofia “Compro oggi, uso domani e butto via dopo domani!” con la morte programmata munita di providenzial difetto di fabbrica o progettazione.
Evitare l’esaurimento delle risorse naturali consumandole  in maniera più misurata, con attenzione, senza eccessi… a cosa servirebbe? Perché dovremmo divenir un esempio positivo, a livello mondiale, in tema di sostenibilità, riciclo ed ecologia? A che scopo spingere comuni, cantoni e Berna a sostenere, promuovere e praticare l’economia sostenibile? Non ha senso investire in nuove idee… industrie… rischiare di creare nuovi posti di lavoro e cambiare, forse in meglio, lo stil di vita.
Dobbiamo evitar di  tornar ad avere elettrodomestici che si rompono solo dopo 20\30 anni…sai che noia, oltre ad esser antieconomico. Dobbiamo proteggere l’economia “Non aggiustar, getta e ricompra”.
I promotori dell’iniziativa  pretendono troppo. Infondo è meglio lasciar liberi tutti di agir secondo coscienza  e portafoglio. Per fortuna vi è la crisi e ben pochi possono permettersi, senza incentivi, di cambiar rotta divenendo una ditta verde. Non possiamo rischiare di dover spiegar agli investitori che i barili di petrolio, i chili d’oro, le tonnellate di grano o altro che hanno comprato in borsa sono solo proprietà virtuali, non essendo ancora stati o prodotti. Proprio così quello che gli investitori hanno in mano è solo carta dal valore di una promessa.. non mantenuta.
Domenica ricordatevi di votare SÌ per un’economia sostenibile oppure NO…  votare ci rende liberi!

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Greensuisse

 

 

 

E or che i pazienti non son più pazienti….

Un tempo erano pazienti poi d’improvviso son divenuti utenti. La crisi dilaga, l’economia stagna, ma la grande industria della salute continua a macinare. Batteri, virus, tumori, incidenti, allergie, intolleranze, gravidanze muovon l’economia.  Attenzione però che non sian malattie rare quelle generan solo spesa e nessun provento.  Una grande industria quella sanitaria che non può essere sotto sfruttata, inconcepibile che rimanga pubblica, bisogna almeno semi privatizzarla. Ecco spiegato il motivo per cui il 5 giugno, in Ticino, ci troveremo a dover votare due iniziative concernenti la sanità. Il governo ticinese vuole ufficializzare e definire una volta per tutte la trasformazione degli Ospedali in Aziende Ospedaliere SA, 50% pubbliche e 50% private. La salute, uno dei beni primari, deve generare profitti come tutti i beni.

Come con questa mia affermazione do ragione a chi non vuole far le vaccinazioni? No! Per nulla se mai al contrario i vaccini generano costi e garantiscono la salute degli individui, per questo li si possono considerare antieconomici. Comunque non sono nemmeno i macchinari medici, il personale ad’alta qualità e le nuove frontiere della medicina, a portare utili ma il bisogno di assistenza, i posti letto, gli appalti dei subappalti. Ridurre ottimizzare ed aiutare il pazz…utente a compiere il dovere di ogni buon cittadino di far girare l’economia quanto più possibile, con pellegrinaggi di ogni sorta: day Hospital, cliniche e studi privati. Sto guardando troppo all’esempio italiano? Sono antica? Dite? Allora quale esempio deb… ahaa ecco guardare al futuro, guardare gli USA …interessante … bel esempio del fallimento del sistema sanitario privato. Forse ai molti sta sfuggendo che in America la sanità è un fallimento totale, dal momento che la salute a tutti i cittadini non è garantita. Tanto è vero che la politica di maggior apertura verso la sanità pubblica era ed é al centro del programma politico del presidente Obama, oltre ad essere stato uno dei punti determinanti che lo hanno portato alla casa bianca, nonostante fosse afroamericano. Vero è anche  che la famosa  riforma  sanitaria l’Obamacare nel corso degli anni è stata ampiamente osteggiata, nonostante non volesse introdurre una sanità totalmente statale, ma una formula  alternativa di sanità,supportata dallo stato, che posso garantire il diritto alla salute a tutti quei cittadini per cui l’assicurazione malattia è un extra-lusso.

Quante storie! In fondo non si chiede altro che di ottimizzare, semi privatizzare ed eliminare quelle strutture inutili disperse fra le valli. Valli non disabitate, anzi, il contatto con la natura e i costi   un po’ più contenuti del vivere in queste zone, fanno preferire i piccoli paesini montani alle grandi città d’altronde chi sceglie di vivere in valle mette già in conto l’assenza di servizi. Poi non è prevista proprio la chiusura totale dell’ospedale, a solo un ridimensionamento dei servizi con dirottamento verso gli ambulatori presenti in territorio. Certo così le prestazioni d’emergenza e il pronto soccorso non saranno garantite 24 h su 24 h … poco importa basterà spiegare, al cuore e agli altri organi che abbiamo in dotazione dalla nascita, che prima di fermarsi o  rompersi devono mandare una raccomandata con ricevuta di ritorno come preavviso, possibilmente una settimana prima così che uno ha tutto il tempo per organizzarsi.

2016-23-5--22-40-20SBRANANO GLI EOC
un pezzetto ?…