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Il lifting del Gigante Giallo…tira qua, tira là … tira…tira …

È ormai sorpassata la mitica Posta Svizzera precisa, affidabile, puntuale, sicura, riservata, ovunque arrivava per portar la posta ed ovunque ti portava con i suoi mezzi?  Forse sì, forse no, forse …

Tutto ebbe inizio sulla soglia del nuovo millennio, anche se … in realtà … la mania del “Più sano, più snello” venne al  Gigante Giallo  nel 1970,quando la società si chiamava ancora  “Poste, Telefoni e Telegrafi” (PTT). La  struttura delle PTT  era cresciuta a dismisura nel dopo guerra e negli anni  settanta  cominciò  a sentir il peso  degli anni che passavano. Fu solo alla fine degli anni novanta, che si decise di dare un colpo netto di rinnovamento totale, la società “Poste, Telefoni e Telegrafi” venne sciolta  e dalle sue macerie nacquero due S.A.  aventi come  azionista di maggioranza, con pieno potere decisionale, la Confederazione. Fu così che  nel 1998 le PTT diedero alla luce due schizofreniche creature   privat-publiche di servizi primari Swisscom e La Posta Svizzera.

A solo due anni dalla sua rinascita(2001) La Posta  iniziò  a mettere in atto l’attuale piano di ristrutturazione integrale in nome: del profitto, del libero mercato, dell’ottimizzazione, della competitività e della… leggerezza. La dieta ferrea, sostenuta fra il 2001 e il 2015, dal Gigante Giallo ha portato allo smantellamento di  1946 uffici postali in tutta la Svizzera, ma a quanto pare non si sente  ancora abbastanza leggera … la forma perfetta  la raggiungerà forse nel 2020 con la chiusura di altri 564/664 uffici postali in tutta la Svizzera.

Il programma di snellimento per il  Canton Ticino prevede che fra tre anni  vi saranno al massimo  35 uffici postali, contro gli attuali 113, grazie alla chiusura di  ben 32 poste subito  e altre  46 entro il 2020. Questa volta però il Governo Cantonale Ticinese ha scelto di non subire in silenzio, nonostante la campagna di promozione turistica gratuita che Il Gigante Giallo ha deciso di regalare  al  Ticino usandolo come location per alcuni suoi spot,  ed   ha chiesto una moratoria per la decimazione degli uffici postali ticinesi, ponendo l’accento sulle difficoltà economico-finanziarie in cui versa l’intero stato e quindi l’importanza della salvaguardia dei posti di lavoro. Inoltre, il governo, ha chiesto che la Commissione Federale della Posta(PostCom) tenga presente anche l’opinione dei cittadini direttamente coinvolti, prima di dare il consenso alla chiusura dei vari uffici.

Gli altri Cantoni?  Protestano anche loro inascoltati. Tutti   temono l’impoverimento delle diverse aree che perderanno il servizio.  In alcuni cantoni si sta addirittura pensando di creare un servizio postale intercantonale, una realtà parallela che potrebbe interessare soprattutto le regioni alpine e rurali. Bhe … infondo  La Posta Svizzera S.A.è stata concepita come società privata proprio nel nome della libera concorrenza e il decadimento del monopolio statale … pubblica o privata la concorrenza è concorrenza.

Povero incompreso  Gigante Giallo come dargli torto  gli utili sono diminuiti, deve contenere i costi, rinnovarsi e nel contempo riuscire a non diminuire, anzi aumentare, gli stipendi dei solerti dirigenti che hanno trovato un’ottima soluzione che non lascerà i cittadini senza le loro lettere . Veramente?  Certamente, d’ora in poi potremo ritirare le raccomandate comprando le lugàneghe, i precetti acquistando supposte, i pacchi prendendo mezz’etto d’alpe, spedir lettere andando a visitar gli ospizi e pagare la cassa malati rifornendoci di antidepressivi.

Non dimentichiamo che presto La Posta Svizzera  garantirà il servizio di recapito a domicilio grazie i droidi …neve, ghiaccio, pioggia, grandine, strade, connessione…bene  così abitando in città, nelle giornate di bel tempo, troveremo le nostre bollette in bucalettere.

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2030 mappa degli uffici postali
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