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Guardie di confine elvetiche alla Stazione Centrale di Milano? Ein zwei drei Schwyzerdütschen…

Sono passati poco meno di 60 giorni dall’elezione per acclamazione a presidente del partito UDC, avvenuta   a Langenthal, del  quarantottenne ingegnere agronomo, oltre che consigliere nazionale bernese, Albert Rösti. Dopo aver incassato una sonora sconfitta nella battaglia contro la “Modifica del 25.09.2015 della legge sull’asilo (LAsi)”,votata il 5 giugno 2016 ed  approvata con il 66,8%, si lancia in una nuova  iniziativa per proteggere il patrio suolo dall’invasione straniera: “chiudere le frontiere”. Nell’attesa di riuscirvi  propone, con forza, l’idea geniale di mandare le guardie di confine a Milano a controllare i treni sulla tratta Milano-Chiasso. Stando ai dati  in suo possesso  l’ottantacinque per cento degli ingressi dei rifugiati avviene sui treni di quella tratta. Inviterei il signor Albert Rösti a prendere il treno e fare un’andata e ritorno Lugano ­– Milano, si renderebbe conto della realtà di quella tratta. Credo che chi gli ha fornito le informazioni, a supporto della sua idea, non lo abbia informato della lunga sosta, che quasi tutti i convogli fanno, a Chiasso per i controlli di Dogana, quei pochi treni che non ferman a Chiasso hanno il controllo doganale fra Como e Lugano.

Certo bisogna far rispettare gli accordi di Schengen-Dublino, poco importa se in realtà il suolo elvetico è per molti asilanti solo una terra di passaggio, una sosta prima di raggiungere parenti e amici nel nord Europa. Poco importa se la situazione disumana, a cui assistiamo giorno per giorno, sia stata causata dall’assurdità della convenzione di Dublino, trattato che è  stato revocato, a livello Europeo, a gennaio di quest’anno proprio per la sua assurdità e insostenibilità,  oltre che  per ragioni di sicurezza… strano che al consigliere di stato bernese sia sfuggito che solo per la Svizzera vige ancora il trattato  di Dublino, essendo legato a Schengen ,e non gli sia sorto qualche dubbio sul fatto  che a livello europeo  ben sanno  che per la Svizzera la normativa è ancora legata alla convenzione di Dublino. Se le Alpi son una barriera naturale, la Svizzera è forse il posto di dogana del Nord Europa?

Cosa importa se stiamo vivendo un ‘emergenza umanitari senza limiti che pone l’Europa intera in piena violazione dei diritti umani,con il suo atteggiamento goffo  ed inadeguato di fronte alla crisi umanitari a che si è venuta a creare. Salvare il sacro suolo elvetico dall’invasione ottomana è la nuova parola d’ordine UDC. Quindi mandiamo inutilmente le guardie di confine a Milano a controllare tutti i treni internazional… ahaa no solo la tratta Milano –Chiasso. Unica nota positiva di tale idea sono gli eventuali nuovi posti di lavoro che si verranno a creare.

D’altronde, come afferma lo stesso consigliere nazionale bernese Albert Rösti, la Svizzera non può costruire muri sul confine. Purtroppo il confine Elvetico è troppo irregolare, fosse bello diritto…uhm  aspetta facendo parzialmente contente entrambe le leghe, Lombarda e Ticinese, si potrebbe squadrare un poco … magari arrivando fino a Milano. Chissà forse con una piccola invasione pacifica la destra svizzera acquisirebbe nuovi voti.  Tirare due belle righe dritte Domodossola –Milano e Chiavenna –Milano, costruirvi sopra una bella muraglia e via andare. Il lago di Como? Basta modificare un pochino la barriera già presente, se necessario erigerne una  sul Lago Maggiore, giù belli dritti, senza inutili deviazioni. Uhm …però Milano è una metropoli notevolmente più grande dei grandi agglomerati urbani svizzeri, inoltre è di difficile gestione, dunque si potrebbe puntare sulla Madonnina del Duomo e far convergere le due muraglie poco dopo piazza Duomo, senza così annettere tutta Milano, ma solo una fettina.

Per il momento accontentiamoci di inviare le guardie di confine alla Stazione centrale di Milano, poi si vedrà… se è vero come è vero che le vie per entrare in svizzera sono molte, oggi la centrale… domani la Garibaldi… per la prima volta nella storia si potrebbe fare una bella invasione pacifica…e poi gliela diamo noi della minoranza linguistica di nessuna  rilevanza agli Schwyzerdütschen.

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Schwyzerdütschen all’attacco, Romandi in difesa…

… Grigionesi e Ticinesi  spettatori gongolanti .

Ho appena scoperto che il francese non è una lingua nazionale Svizzera e nemmeno il Tedesco, ma allora noi ticinesi che ci siamo fatti in quattro a scuola, con tanto di corsi estivi per perfezionare queste idiomi … per cosa lo abbiamo fatto a fare? Il plurilinguismo e il multiculturalismo sono una ricchezza nazionale, bisogna essere in grado di capirci, confrontarci, dialogare fra noi. Poi diciamocelo se vuoi capire cosa succede in Svizzera o approfondire anche certi temi, se non sai almeno il francese sei tagliato fuori … e anche così alle volte ti sfugge quell’informazione che ti apre un mondo.

Esagero? Non direi, siete mai  entrati sul sito ufficiale dell’admin, perdendovi in quel un labirinto, oggi un po’ più bello e semplice? Io ,sì! Cerchi un informazione la trovi  con bel sunto nelle diverse lingue. Il problema  sorge quando  vuoi capire meglio ed approfondire, alle volte …  sorpresa non solo non hanno la versione in romancio o italiano, ma neppur in francese. Incomincio a chiedermi che ne è della legge federale, del 5 ottobre 2007, la 441.1” sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche”, ma poi mi dico infondo che importa non vi è svizzero adulto che non conosca almeno vagamente le altre lingue nazionali, escluso il romancio a scuola  iniziano alle elementari a tartassarti.

Come? Il canton Turgovia chiede l’abolizione dell’insegnamento del francese alle elementari, facendosi scudo di un  alta percentuale di stranieri sul territorio. Viene messo in discussione l’insegnamento stesso del francese ponendo l’inglese come lingua prioritaria, anche se è previsto un aumento ed intensificazione delle lezioni di francese nella scuola secondaria. A Zurigo un’iniziativa popolare chiede che alle elementari sia insegnata una sola lingua straniera, quindi o inglese, o francese … scegliere! Il Francese lingua straniera?

Per contro in svizzera francese non rimangono inermi e lanciano su tutte le testate un sondaggio “siete favorevoli all’insegnamento del tedesco alle elementari?” . Inoltre osservano come questa iniziativa sia promossa dall’UDC, ossia il partito che per definizione si erge a difesa dei valori costituzionali e della lingua inglese. Difendono, specialmente i turgoviesi, la loro iniziativa  dichiarando anticostituzionale l’intromissione del governo centrale nelle scelte di  competenza cantonale … bhe  forse non hanno ben letto che  costituzionalmente le lingue sono 4 e rappresentano le 4 aree culturali costituenti la Svizzera e l’inglese non è contemplato.  Che sciocca che sono … è stupido meravigliarsi …  per la destra la coerenza è dire una cosa che piace al popolo, fare ciò che piace a loro e … e … e pensare …ma pensano?

Certo è pur vero che fra la lingua di Goethe e lo svizzero tedesco vi è una certa qual differenza … come dice Marie-Thérèse Porchet “anche i tedeschi si spaventano quando incontrano i bourbin (gli svizzeri tedeschi)” ( su youtube “ La petite leçon de géographie Suisse”  Marie-Thérèse Porchet ).

Così come Molière faticherebbe a capire un vodese … e non parliamo dei ticinesi, paion la stessa lingua italiano e ticinese, ma son due mondi diversi …  ma definirle e trattarle come lingue straniere mi par troppo. A meno che Marie-Thérèse Porchet non abbia ragione “gli svizzeri tedeschi ci voglion invadere”( sempre nella ” La petite leçon de géographie Suisse”) e questa sia la loro strategia: una guerra linguistica.

Bhe se straniera è la lingua francese … straniera lo è quella tedesca. Allora adesso alla domanda “Che lingua si parla in svizzera?” potremo rispondere” Parliamo Italiano e Romancio” e noi che credavamo di essere una minoranza culturale e linguistica in Svizzera e invece …… Ticino e Grigioni sono la Svizzera.

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l’invasione schweizerdeutsch abbia inizio

 

Su youtube “ La petite leçon de géographie Suisse” di Joseph Gorgoni e con(alias) Marie-Thérèse Porchet  tratto dallo spettacolo – “SOLEIL !”, del 2007 trasmesso della TSR  http://www.tsr.ch

Croak espulsioni …

Mah se  ,come dice la destra,  il governo  non ha rispettato la volontà popolare espressa  dal popolo alla fine del 2010 …  le espulsioni compiute  prima del  28 febbraio 2016 … sono legali?

Domenica 20 dicembre 2015 nella moschea di Varese viene annunciata la morte di Oussama Khachia. Trentunenne originario del Marocco, cresciuto a Brunello, nel Varesotto, sposato con una cittadina svizzera, residente a Viganello, in Ticino, e simpatizzante dell’autoproclamato Stato islamico.

Una notizia senza nessuna rilevanza, se non fosse che Oussama Khachia nell’estate del 2015, dopo essersi dichiaratamente espresso a favore dell’ISIS, è stato raggiunto da un decreto di espulsione per la durata di 10 anni dal territorio Elvetico. Dopo un vano tentativo di  ricorso , nel  novembre 2015 il giovane marocchino viene espulso … ma come?!  L’iniziativa popolare “Per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri che commettono reati “proposta dall’UDC è fra gli argomenti da votare entro domenica il 28 febbraio 2016. Vuoi vedere che gli esponenti di dell’Unione Democratica di Des … Centro hanno giusto un filo sbagliato i tempi di presentazione della loro iniziativa e mentre la loro proposta iniziava il regolare iter il governo depositava già il decreto attuativo che permette ai giudici, quando lo ritengono giusto, espellere qualsiasi straniero ritenuto colpevole di un reato o che possa essere un pericolo per la nazione. Me li vedo sbiancare, quando si sono resi conto del fatto, ma guai tornare sui propri passi non sia mai che UDC arretri …sempre avanti fino infondo. Tanto il voto è segreto …

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