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Croack: 4 marzo 2018 SSR e RSI sul patibolo…

Il 4 marzo 2018 una data storica per la confederazione. Siamo ormai alle battute finali, dopo mesi di polemiche, presto si saprà quale sarà il destino della radio-televisione Svizzera. Nonostante quanto affermato negli ultimi mesi dal comitato del Sì il risultato del voto “sull’abolizione del canone radiotelevisivo” segnerà il passo e il destino della nostra piccola Svizzera.
È innegabile la Billag è una tassa che negli ultimi 30 anni è aumentata della bellezza di 171,5 frs annui soprattutto a causa della continua necessità di rinnovarsi tecnologicamente, l’avvento del DAB e  la necessità di acquistare a terzi  i diritti tv per telefilm e alcuni eventi sportivi. Purtroppo per essere competitivi bisogna stare al passo con i tempi ed  in una piccola nazione multiculturale dalle mille esigenze i costi lievitano moltiplicandosi per  4 …ops pardon ormai sono anni che l’ emittente romancia ha chiuso riducendo a 3  le televisioni rappresentanti le varie regioni linguistiche svizzere.

451,5  franchi annui  … 451,50 ragioni per votare contro la Billag, ma veramente possiamo credere che i colossi privati, per lo più stranieri , una volta decaduto il canone e con esso la concorrenza, manterranno i prezzi contenutissimi come hanno fatto finora? Il costo zero non esiste in nessun ambito tanto meno nel mondo dei media. Radio  e televisione, come qualsiasi altro mezzo di comunicazione, non può nascere e vivere senza soldi.
I sostenitori dell’iniziativa “No Billag” hanno veramente valutato le conseguenze? L’accettazione della proposta non solo porterebbe la chiusura dell’intera SSR, ma porrebbe in serie difficoltà anche la stragrande maggioranza delle radio/Tv private svizzere , oltre ad imbavagliare il governo. L’Helvetia imbavagliata? Ebbene l’iniziativa vieta allo Stato di aver una qualsiasi forma di mezzo di comunicazione di massa, inoltre per la divulgazione di qualsiasi messaggio alla popolazione il governo dovrà pagare la messa in onda alle varie emittenti alle quali si rivolgerà … vuoi vedere che se l’iniziativa passa le imposte federali finiranno per aumentare di 365 frs annui?
365 franchi all’anno? Dal 2019 quello sarà l’ammontare del canone, secondo il nuovo sistema che prevede il pagamento della tassa di ricezione da parte di tutte le economie domestiche aventi un qualsiasi mezzo di ricezione sia esso tv, radio, smartphone, pc o portatile( legge approvata dal popolo nel giugno 2015” SÌ alla revisione della LRTV” ).
Secondo gli ultimi sondaggi l’unico cantone apparentemente a grande maggioranza favorevole all’abolizione del canone radiotelevisivo è il Ticino. Una delle motivazioni principi degli abolizionisti ticinesi è: “Dobbiamo dare un segnale forte del nostro mal contento verso questo servizio pubblico che non ci dà spazio. Poi un po’ di paura di perdere i loro bei stipendi dorati male non fa agli arroganti giornalisti fancazzisti rossi. “. Peccato che la radiotelevisione non è solo costituita da giornalisti, che tra l’altro hanno un potere decisionale quasi nullo, dietro ogni trasmissione e volto vi è una serie di persone chiamate maestranze, i cui stipendi oggi come oggi non sono propriamente da definirsi dorati e sicuri. In tanti mesi di lunghi discorsi, basse accuse e infinite polemiche si è fin troppo spesso dimenticato i numerosi dipendenti SSR, il cui colore politico non è dato sapere e non ha alcuna rilevanza, che silenziosamente lavorano dietro le quinte per la realizzazione e la messa in onda dei numerosi programmi radio/tv: elettricisti, tecnici video, cameramen, autori, tecnici audio, personale delle pulizie, truccatori, costumisti, scenografi, musicisti, attori, giornalisti, telefonisti, tecnici informatici, registi, registi di continuità, addetti alla sicurezza, segretarie, facchini, autisti, microfonisti… lunga è la lista di chi con la chiusura delle radio /tv entreranno nelle liste della disoccupazione e si troveranno in serie difficoltà economiche.
Purtroppo, nel nostro cantone è diffusa l’illusione che “Tanto anche se l’iniziativa passa, il governo federale interviene e non cambia nulla.. Nulla di più sbagliato! Nel lontano 2015 i promotori dell’iniziativa “per l’abolizione del canone radiotelevisivo” hanno ben pensato d’inserire delle clausole che impediscono al governo qualsiasi genere di intervento correttivo qualora l’iniziativa venisse approvata a livello federale, se invece passa solo in Ticino … la SSR sarà infinitamente grata a tutta la popolazione ticinese perché finalmente potrà chiudere la RTSI e passare alla prossima fase del piano di ristrutturazione della radiotelevisione svizzera. Così noi cittadini a sud del Gottardo zitti pagheremo il canone per godere di qualche piccolo appuntamento settimanale, strettamente in italiano-federale, che la SSR gentilmente concederà alla minoranza italofona.

2018-02-03-01-58-51
No …No….No al No Billag
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La RSI sensibilità e diplomazia…

La Televisione Svizzera compie tagli guardando al futuro. Obiettivi? 7 reti strutturalmente più leggere, meno costose, ricche di contenuti, idee innovative e format esclusivi … vetrine ricche di prodotti multimediali.

Anche i media ticinesi devono pagare il loro contributo e compiere tagli non solo strutturali. Compito assai gravoso, che il direttore della RSI Canetta ha delegato ai suoi migliori collaboratori dell’ufficio del personale, distintisi negli anni per sensibilità e diplomazia.

La prassi usata segue, ovviamente, le linee guida date dalla direzione, che in un recente intervista il direttore della TSI ha ben spiegato «Devo tutelare i colleghi che vengono licenziati. Essi hanno un piano sociale e vengono incontrati più volte per discutere sulle modalità future. Bisogna tutelare pure le persone che gestiscono questi colloqui, i colleghi e le colleghe e le redazioni. ».

I più incontri con il dipendente” per discutere delle modalità future” sono postumi… prima si licenzia, poi si discute. A meno di non considerare” i più incontri “il caffè prima del turno, il toast veloce a mezzodì ed infine la convocazione con annuncio di licenziamento ad effetto immediato, consegna del pass ed invito coatto ad allontanarsi dall’edificio …  nemmeno il tempo di dir “Ciao”non sia mai che venga loro voglia di cimentarsi nella nobile arte del tiro del Tablet mirando le teste dei neo ex colleghi.

Il direttore della Radio Televisione Svizzera Italiana confessa «Potessi tornare indietro cambierei il meccanismo adottato e il modo di comunicarlo ai dipendenti». Essendo ormai la RSI&TSI proiettata nel futuro applicherebbe una tecnica innovativa il “licenziamento 2.0” un messaggio su WhatsApp” Licenziato, quanto prima consegni al portiere il pass”.

 

2016-01-2-17-35-501
licenziamento 2.0

Citazioni del direttore RSI tratte da :  http://www.tio.ch/News/Ticino/Attualita/1067850/Licenziamenti-Canetta–Girano-notizie-false-