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Elezioni cantonali ticinesi …cancelleria frettolosa…. caos garantito

Manca ormai poco meno di un mese all’appuntamento con le elezioni cantonali ticinesi. Questa tornata elettorale vede presentarsi 18 liste per il Gran Consiglio e 13 per il Consiglio di Stato. Ai partiti e movimenti tradizionali, si son aggiunte diverse nuove sigle. Il verdetto delle urne non è scontato dopo una legislatura complessa, che ha visto tutte le fazioni politiche travolte dagli eventi e catapultate in una crisi trasversale.

Quelli appena passati sono stati 48 mesi costellati da: scandali, fratture, defezioni, processi, illazioni, sbandamento, burocrazia sempre più farraginosa, errori di valutazione, errori amministrativi … che sia giunto il momento di pensare ad un cambiamento radicale?! Chi salirà a palazzo delle Orsoline per i prossimi 4 anni avrà l’arduo compito di riordinare… sì perché quella che sta per finire è stata una legislatura caotica fino all’ultimo istante. Esagero? Non direi visto che di recente si è dovuto ristampare il materiale di voto creando costi, ritardi, problemi e confusione. Cosa è successo?

Il problema è nato da un malinteso burocratico-amministrativo. Il 30 gennaio il Consiglio di Stato aveva stralciato il nominativo dell’avvocatessa Xenia Peran, poiché risultava cittadina svizzera residente all’estero non iscritta al catalogo elettorale, dalla proposta di lista per l’elezione del Gran Consiglio e del Consiglio di Stato della neonata Lega Verde. Prontamente l’avvocatessa Peran ha presentato ricorso dimostrando che avendo da poco trasferito la residenza principale a Milano, era normale che non risultasse iscritta al catalogo elettorale, anche se al momento dell’annuncio della sua presenza sul suolo italiano alla rappresentanza Svizzera aveva provveduto all’iscrizione al catalogo elettorale elettronico degli svizzeri domiciliati all’estero.

Il Governo ha preso atto della regolarità della candidatura ha accolto il ricorso reintegrando seduta stante la candidata nella lista per il Gran Consiglio, mentre il reintegro nella lista del Consiglio di Stato è giunto a fine febbraio. Purtroppo, la Cancelleria di Stato, al momento dell’accoglimento del ricorso del reinserimento del nominativo della candidata Peran nella lista del Consiglio di Stato, aveva già provveduto alla stampa e alla distribuzione nei vari comuni, per l’invio a tutti i fuochi, del materiale di voto. Ovviamente, con l’ufficializzazione dell’accoglimento del ricorso, si è prontamente provveduto al ritiro del materiale per le elezioni errato e alla sostituzione con nuovo materiale.

Nuove …vecchie….quale scheda è valida? A Palazzo delle Orsoline hanno deciso di cambiare da blu a verde il colore della scheda riguardante il Consiglio di Stato in modo da garantire il corretto svolgimento dello spoglio delle schede elettorali giunte via posta

In effetti la vicenda coinvolge gli elettori che votano via posta. Quindi, non essendoci la possibilità di votare su una piattaforma cantonale sicura di e-voting, i ticinesi che vivono all’estero devono prestare attenzione alle schede del materiale di voto che rinviano alle cancellerie dei comuni di riferimento, pena l’annullamento della scheda.

Quindi nella busta da rispedire, per le elezioni cantonali ticinesi del 7 aprile 2019, va messo: la carta di legittimazione di voto; la busta rossa contenete la scheda elettorale per il Gran Consiglio rossa e la busta blu contente la scheda elettorale per il Consiglio di Stato verde.

Il 7 aprile 2019 si avvicina e darà il via a un nuovo quadriennio…

Rosso con rosso ,blu con….
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Condannato per la rapina alla stazione di servizio di Vacallo,dopo 4anni colpisce benzinaio a Busto Arsizio

Busto Arsizio 20luglio quasi le 20:00 , come di consueto Marco Lepri rientra a casa con l’incassi di una lunga giornata di lavoro alla sua pompa di benzina. Un normale venerdì sera per il quarantenne bustocco, se ad aspettarlo nei pressi dello scivolo del garage di casa, non vi fosse stata una coppia di rapinatori in scooter.

Quattro colpi d’arma da fuoco, di cui tre raggiungono il benzinaio, uno all’addome e due alla coscia , e in un attimo i due malviventi si dileguano con il magro bottino, si parla di circa 1300euro, lasciando il quarantenne a terra ferito. Immediati i soccorsi e il ricovero all’ospedale di Legnano, dove M. Lepri si trova tuttora in prognosi riservata, per quanto sia ormai da considerarsi fuori pericolo.

Grazie all’attenzione di alcuni testimoni che hanno memorizzato il numero di targa dello scooter e all’intenso lavoro della Polizia di Stato di Busto Arsizio, guidata del pm Nadia Calcaterra, in sole 72 ore sono stati identificati e posti in stato di arresto i due malviventi. Trattasi di due pregiudicati, un quarantottenne nato in Germania residente a Tradate noto alle forze dell’ordine per traffico di droga, e un cinquantunenne di Cantù plurigiudicato per rapina a mano armata. I due complici si erano conosciuti in carcere.
Un fatto di sangue che in maniera trasversale interessa anche il  canton Ticino, non solo perché lo scooter risulta intestato ad un prestanome residente in Svizzera, ma anche perché la ultima condanna per rapina inflitta al cinquantunenne canturino dal tribunale di Como, nel non lontano 2014, risulta essere per una rapina alla coop di Como oltreché per il colpo alla stazione di servizio di Vacallo
2014-2018 …4  anni, ma era stato condannato ad otto anni di reclusione…un caso di mala giustizia? No, tutto si è svolto a regola d’arte, il malvivente canturino il mese dopo aver messo a segno la rapina a Vacallo, viene arrestato per una rapina in un supermercato di Como ,e si innesca il semplice meccanismo legal-burocratico: le autorità italiane segnalano ai referenti ticinesi di aver fermato l’autore di un reato compiuto oltreconfine; avvisato l’ente ticinese preposto si accorda con le autorità italiane su come agire ed in fine si da seguito al processo secondo gli accordi presi fra le varie autorità, ovviamente nel rispetto dei bilaterali e del diritto.

Nel caso in questione le autorità ticinesi, in accordo con le autorità lariane, hanno deciso di lasciare che il reo fosse giudicato e condannato dal tribunale penale di Como, oltre che per la rapina ai danni di un supermercato comasco anche per quella al distributore di benzina di Vacallo. Il tribunale lariano nel rispetto del diritto, secondo la procedura prevista dal diritto penale italiano in caso di confessione e fragranza di reato, è ricorso al rito abbreviato condannando il malvivente di Cantù ad una pena di otto anni, che  secondo la norma che regola i processi per direttissima si è commuta automaticamente in un terzo. Ecco spiegato perché il rapinatore di Vacallo /Como/Busto fosse già in libertà , dopo soli 4anni.

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il rapinatore del benzinaio di Busto Arsizio è noto anche alla polizia cantonale ticinese

Croack: 4 marzo 2018 SSR e RSI sul patibolo…

Il 4 marzo 2018 una data storica per la confederazione. Siamo ormai alle battute finali, dopo mesi di polemiche, presto si saprà quale sarà il destino della radio-televisione Svizzera. Nonostante quanto affermato negli ultimi mesi dal comitato del Sì il risultato del voto “sull’abolizione del canone radiotelevisivo” segnerà il passo e il destino della nostra piccola Svizzera.
È innegabile la Billag è una tassa che negli ultimi 30 anni è aumentata della bellezza di 171,5 frs annui soprattutto a causa della continua necessità di rinnovarsi tecnologicamente, l’avvento del DAB e  la necessità di acquistare a terzi  i diritti tv per telefilm e alcuni eventi sportivi. Purtroppo per essere competitivi bisogna stare al passo con i tempi ed  in una piccola nazione multiculturale dalle mille esigenze i costi lievitano moltiplicandosi per  4 …ops pardon ormai sono anni che l’ emittente romancia ha chiuso riducendo a 3  le televisioni rappresentanti le varie regioni linguistiche svizzere.

451,5  franchi annui  … 451,50 ragioni per votare contro la Billag, ma veramente possiamo credere che i colossi privati, per lo più stranieri , una volta decaduto il canone e con esso la concorrenza, manterranno i prezzi contenutissimi come hanno fatto finora? Il costo zero non esiste in nessun ambito tanto meno nel mondo dei media. Radio  e televisione, come qualsiasi altro mezzo di comunicazione, non può nascere e vivere senza soldi.
I sostenitori dell’iniziativa “No Billag” hanno veramente valutato le conseguenze? L’accettazione della proposta non solo porterebbe la chiusura dell’intera SSR, ma porrebbe in serie difficoltà anche la stragrande maggioranza delle radio/Tv private svizzere , oltre ad imbavagliare il governo. L’Helvetia imbavagliata? Ebbene l’iniziativa vieta allo Stato di aver una qualsiasi forma di mezzo di comunicazione di massa, inoltre per la divulgazione di qualsiasi messaggio alla popolazione il governo dovrà pagare la messa in onda alle varie emittenti alle quali si rivolgerà … vuoi vedere che se l’iniziativa passa le imposte federali finiranno per aumentare di 365 frs annui?
365 franchi all’anno? Dal 2019 quello sarà l’ammontare del canone, secondo il nuovo sistema che prevede il pagamento della tassa di ricezione da parte di tutte le economie domestiche aventi un qualsiasi mezzo di ricezione sia esso tv, radio, smartphone, pc o portatile( legge approvata dal popolo nel giugno 2015” SÌ alla revisione della LRTV” ).
Secondo gli ultimi sondaggi l’unico cantone apparentemente a grande maggioranza favorevole all’abolizione del canone radiotelevisivo è il Ticino. Una delle motivazioni principi degli abolizionisti ticinesi è: “Dobbiamo dare un segnale forte del nostro mal contento verso questo servizio pubblico che non ci dà spazio. Poi un po’ di paura di perdere i loro bei stipendi dorati male non fa agli arroganti giornalisti fancazzisti rossi. “. Peccato che la radiotelevisione non è solo costituita da giornalisti, che tra l’altro hanno un potere decisionale quasi nullo, dietro ogni trasmissione e volto vi è una serie di persone chiamate maestranze, i cui stipendi oggi come oggi non sono propriamente da definirsi dorati e sicuri. In tanti mesi di lunghi discorsi, basse accuse e infinite polemiche si è fin troppo spesso dimenticato i numerosi dipendenti SSR, il cui colore politico non è dato sapere e non ha alcuna rilevanza, che silenziosamente lavorano dietro le quinte per la realizzazione e la messa in onda dei numerosi programmi radio/tv: elettricisti, tecnici video, cameramen, autori, tecnici audio, personale delle pulizie, truccatori, costumisti, scenografi, musicisti, attori, giornalisti, telefonisti, tecnici informatici, registi, registi di continuità, addetti alla sicurezza, segretarie, facchini, autisti, microfonisti… lunga è la lista di chi con la chiusura delle radio /tv entreranno nelle liste della disoccupazione e si troveranno in serie difficoltà economiche.
Purtroppo, nel nostro cantone è diffusa l’illusione che “Tanto anche se l’iniziativa passa, il governo federale interviene e non cambia nulla.. Nulla di più sbagliato! Nel lontano 2015 i promotori dell’iniziativa “per l’abolizione del canone radiotelevisivo” hanno ben pensato d’inserire delle clausole che impediscono al governo qualsiasi genere di intervento correttivo qualora l’iniziativa venisse approvata a livello federale, se invece passa solo in Ticino … la SSR sarà infinitamente grata a tutta la popolazione ticinese perché finalmente potrà chiudere la RTSI e passare alla prossima fase del piano di ristrutturazione della radiotelevisione svizzera. Così noi cittadini a sud del Gottardo zitti pagheremo il canone per godere di qualche piccolo appuntamento settimanale, strettamente in italiano-federale, che la SSR gentilmente concederà alla minoranza italofona.

2018-02-03-01-58-51
No …No….No al No Billag