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Croack :Una strana estate questa…

L’estate è finita l’autunno è ormai alle porte . Lentamente, ma inesorabilmente,s’avvicina il freddo inverno.

Quante di contraddizioni di ogni sorta , emergenze, sconfitte e vittorie dell’umanità si son viste in questi caldi mesi.

Quante lacrime, dolori, drammi, sangue, polemiche promesse, paure si son rincorsi durante questa cada stagione chiusasi con il letale tremore dell’Italica penisola. Più di 295 sono le vite spezzate ed infinita la paura. Migliaia di gente è accorsa in aiuto della popolazione duramente colpita. Anche gli sciacalli d’ogni genere, provenienza e specie si son precipitati sul luogo, ma ad attenderli hanno trovato il bastone. Come sempre ancor prima dei soccorsi si son avviate le polemiche…colpa mia… colpa tua …colpa sua… e con il caravanserraglio dei soccorsi son pur iniziate le gare di solidarietà che vedon in prima linea anche i richiedenti asilo ( o come molti amano definirli i clandestini ) Per gratitudine e per conoscenza diretta di quanto sia drammatico perdere tutto, son stati fra i primi a voler correre in soccorso ed a rimboccarsi le maniche “Aiutare!” è la loro parola d’ordine. …autotassandosi, lavorando e con altri piccoli gesti che fanno la differenza. Quando si è perso tutto e non si ha più nulla se non la vita ogni briciola, carezza e sorriso diviene prezioso come l’aria, perché aiuta a prendere forza per rialzarsi e continuare a vivere. I migranti lo sanno bene, proprio per questo si sono attivati immediatamente, per,quanto gli è permesso dalle autorità, aiutare le zone terremotate a rialzarsi.

Una strana estate questa… un estate amara sta chiudendosi .  Abbiam visto emergere la debolezza di questa gradassa Unione Europea incapace di imporsi, decidere, agire secondo logica , buonsenso e rispetto dei diritti umani. Molti muri si sono erti e molte promesse sono state tradite. Ricollocamento, ricongiungimento, ridistribuzione … parole al vento! Ad oggi ben pochi sono i rifugiati ricollocati…e ancor meno i paesi che si sono adoperati per cercare di alleviare le difficili condizioni dei rifugiati e dei paesi di prima accoglienza o di transito.

Una strana fine di estate questa che, per un attimo, ha fatto temere per il futuro di un’ organizzazione Ticinese Firdaus, nata dal grande cuore di una donna, il cui unico scopo è di rendere più accettabile la vita stessa specie dei più deboli donne, anziani e bambini dando loro i  generi di primo soccorso. Vicenda nebulosa e ancora da chiarire, ma che  a prescindere da cosa sia veramente  accaduto dovrebbe farci  porre forti domande e spingere tutti a riflettere sull’ingiustizia delle condizioni nelle quali si sta costringendo a non-vivere sopratutto donne e minori.

Una fine estate che ha visto il Re di Norvegia Harald V sottolineare come non importa da dove si vengaNon è sempre facile dire da dove veniamo e quale è la nostra nazionalità. Ciò che chiamiamo casa nostra è il luogo dove batte il nostro cuore, e non sempre questo luogo è all’interno delle frontiere del proprio paese”,La mia grande speranza per la Norvegia, cara patria”, ha continuato Sua Maestà, “è che continuiamo a costruire questo paese sui valori della fiducia, della comunità e della generosità”, “…che ognuno sia consapevole che siamo un solo popolo nonostante le differenza tra noi, e che la Norvegia è una ed unita”.

Strana estate questa appena finita dove tutto è il contrario di tutto e la logica e il buon senso si son persi nell’infinito mare della burocrazia e non solo… ma forse qualcosa si salva … perché non importa da dove si viene ma dove batte il nostro cuore, dove decidiamo di lottare per costruire la nostra vita in unione e comunione con gli altri… e se a dirlo è un Re…

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croack una strana estate…

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