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Lugano 2018 Pride… non Parade

Sul finir dell’inverno Lugano ha salutato la primavera avvolta da un gran polverone arcobaleno.  Per quasi un’intera settimana il nuvolone multicolore alzatosi sopra il cielo di Lugano, ha monopolizzato l’attenzione ticinese, facendo scivolare quasi in secondo piano tutti gli scandali e scandaletti di questo primo trimestre 2017.

Tutto nasce dall’iniziativa di tre Consiglieri Comunali PPD che hanno esposto un’interrogazione  “Equità di trattamento e rispetto delle diversità” il 28 marzo 2017, a cui il municipio non ha ancora ufficialmente risposto se non bollandola, mezzo stampa, come semplice presa di posizione ideologica üregiatt. In realtà se non fosse per il discutibile preambolo introduttivo, potrebbe non aver nulla di straordinario, in qualche punto un poco polemica, volutamente pungente e provocatoria. Certo che chiedere che le istituzioni comunali stesse, si coprissero il capo di cenere e inginocchiandosi sui ceci, recitassero il mea culpa confessando pubblicamente atti discriminatori nei confronti degli omosessuali o di altri all’interno dell’amministrazione cittadina… è stata una leggera forzatura che avrà fatto arrossire non pochi, fra corridoi e scrivanie pubbliche.

Cosa chiedevano nell’interrogazione? I consiglieri comunali Armando Boneff, Sara Beretta Piccoli e Angelo Petralli  hanno chiesto come potesse permettersi di ospitare il Gay Pride il comune di Lugano, che si sta trovando a dover stringer la cinghia fin oltre l’ultimo buco al punto dal aver tolto persino le sovvenzioni al tradizionale risotto carnevalesco. Intervistato il Capo Dicastero della Cultura Roberto Badaracco ha prontamente spiegato, che il Gay Pride è un’opportunità per il mercato del turismo luganese e non si è mangiato i soldi della tradizionale risottata carnascialesca luganese 2017-18, poiché le associazioni organizzatrici non hanno chiesto sovvenzioni, ma solo un appoggio logistico, appoggio che solitamente il municipio non manca di dare alle diverse manifestazioni che si tengono nelle vie luganesi.  Inoltre il Capo Dicastero della Cultura ha cercato di ridimensionare le polemiche riducendole a le solite perplessità che precedono la prima edizione di ogni grande manifestazione e ricorda, sbagliando, come sia accaduto anche prima delle manifestazioni di grande successo come l’Harley days di Lugano o la Street parade di Zurigo. Perché sbagliando? Perché il pride non è una parade. Il Gay Pride è nato negli USA, nel lontano 1969 a seguito di una violenta retata eseguita a Manhattan in un noto locale gay del Greenwich Village lo Stonewall Inn, ed è una manifestazione di protesta, di rivendicazione del diritto di esistere, vivere, respirare ed amare senza venir giudicati. Oggi il Pride è un momento di incontro e un tentativo di fusione fra il mondo LGBT e la società civile … mostrarsi e farsi conoscere per essere liberi.

La vera pietra dello scandalo lanciata dai tre mun… moschettieri, travestiti da cavalieri usciti dal pennino di Cervantes, sono stati i dubbi sulla ricaduta economica del pride, definendolo una manifestazione di nicchia. Forse ai tre è sfuggito che persino nella vicina penisola i Gay Pride stanno spuntando come primule a primavera. Come mai? Sono spariti gli omofobi? Sono diventati tutti Gay Friendly? No! Semplicemente la ricaduta economica di tale evento fa gola a molti… quindi perché non a Lugano? L’unica cosa certa di questa manifestazione è che, da mercoledì 30 maggio a domenica 3 giugno 2018, le casse di molte attività luganesi tireranno un sospiro di sollievo e con esse anche le casse cittadine. Gli introiti saranno notevoli e magari anche grazie a questi si potranno vedere tante panchine arcobaleno spuntare lungo le vie cittadine, nuove aperture di asili nido, verrà assicurata  la sfilata con risottata del carnevale 2019 e promossi altri eventi più conformi alla storia e tradizione Luganese.

Nel preambolo dell’interrogazione i  tre moschettieri non hanno mancato di asserire l’inutilità sociale di questo avvenimento, visto che vi sono ormai da tempo leggi a protezione dei diritti LGBT. Purtroppo la legge non fa il diritto. Quante violazioni dei diritti dei cittadini vi sono ogni giorno? Fin troppo spesso viene calpestata la dignità degli omosessuali, ma anche quella delle donne, degli uomini, dei disabili, degli stranieri, degli anziani, dei giovani, dei poveri ed anche dei ricchi. Dignità e rispetto questo è quello che viene chiesto dai partecipanti al Pride. Tutti dovremmo aderire all’invito fatto dall’associazione gayticino, senza ipocrisia camminare al loro fianco per rivendicare la loro e la nostra dignità di individui. Perché il Gay Pride non è una manifestazione esclusiva, ma inclusiva. Il Pride non è e non deve essere una parata LGBT con spettatori sogghignanti ai fianchi, ma un corteo di individui di ogni genere che vogliono conoscere e farsi conoscere nel rispetto reciproco.

Spero che il Pride di Lugano 2018 divenga un’ e norme massa umana che tutta unita cammina lungo le vie luganesi rivendicando il diritto alla dignità di esistere, parlare, pensare, amare, lavorare, ridere al di là dell’identità sessuale… dell’etnia… dell’estrazione sociale… del credo religioso…dell’appartenenza politica… tutti insieme in una grande festa senza barriere all’insegna del conoscersi per rispettarsi, unirsi per lottare contro tutte le forme di discriminazione. Unici esclusi i tre moschettieri? Dopo  la risposta delle associazioni Gay con l’invito agli etero di scendere al loro fianco per rivendicare la libertà di essere ciò che si è …non mi meraviglierei affatto di vedere i tre municipali, firmatari dell’interrogazione,  sfilare ognuno con la sua bella bandiera multi colore. Infondo questo gran nuvolone è stato sollevato da i soliti  benpensanti  che arricciando il naso vedendo una coppia omosessuale  e facendosi venir una sincope al solo pensiero di aver un parente  omosex, cercano di sembrare gay frindley, perché è di moda, urlando all’unt… all’omofobo anziché  mediare ,capire, interloquire, spiegare e discutere…non si discute con gli omofobi ? No! Non si discute con gli ipocriti. Volendo le paure le si possono superare  attraverso la conoscenza, l’ipocrisia è un male inguaribile.

30 maggio- 3giugno 2018 Lugano si dipingerà dei sette colori dell’arcobaleno divenendo la città della gioia e dell’orgoglio LGBT,forse anche etero, ma… ma sicuramente un occasione in più per scoprire che  siamo tutti uguali con stessi problemi, paure, dubbi, incertezze, sorrisi, sogni e desideri.

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Pride Not Parade
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