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Il governo svizzero veloce come…la burocrazia italiana.

“Può essere un po’ frustrante aver preparato un rapporto di 22 pagine e una relazione di un’ora per spiegarvi i contenuti di questo rapporto e doverlo riservare ai pochi eletti di grande qualità che sono ancora presenti in aula. D’altronde la mia perplessità non è soltanto legata a questa situazione ma al fatto che qualche volta mi chiedo a cosa serve arrivare a fare un rapporto al plenum – la legge ci impone di farlo – su dei fatti vecchi di un anno e mezzo; ma questo è il ritmo del nostro Parlamento e rispecchia le nostre regole”

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30 giugno 2016 consiglio degli stati in seduta plenaria per la relazione sui lavori dell’OSCE compiuti nel 2014

così, il consigliere agli stati Lombardi, inizia l’esposizione del rapporto riguardante il lavoro svolto dall’organizzazione di sicurezza paneuropea OSCE.

Eccessivo? Certo che l’Onorevole Lombardi, essendo di lungo corso, ben sapeva che all’ora della merenda l’aula sarebbe stata pressoché vuota e sarebbero rimasti solo i consiglieri a regime, onorevoli di gran spessore politico che hanno bocciato la prova costume. Presenziare alla seduta tiene lontani dal Bistrot e da tutte quelle piccole

sfiziosità abbandonate sul bancone del bar, che ti strizzano l’occhio dicendo “Dai mangiami”, nella speranza di passare l’esame “peso quasi forma”.

Infondo a chi interessa il lavoro fatto dall’OSCE sotto la direzione dello svizzero Didier Burkhalter …gli argomenti trattati; gli inviti a partecipare ai tavoli di trattativa fatti; gli accordi stipulati; le mediazioni compiute; le direttive date; le operazioni diplomatiche condotte; i controlli svolti; le decisioni prese; le iniziative anche culturali promosse… le piccole grandi vittorie o sconfitte, di 350 parlamentari appartenenti a 57 nazioni, conseguite nel 2014?

Anche vero che il 2014 e il conflitto in Ucraina sono ormai trapassato remoto, sono in un angolino lontano della memoria collettiva, seppelliti dalla crisi economica mondiale; l’ISIS; l’instabilità del continente africano e del mediorientale; l’emergenza profughi; l’Europa in piena violazione dei diritti umani a causa della sua maldestra politica migratoria e d’accoglienza; gli attentati; l’esodo di massa dei siriani in fuga dalle bombe, torture, violenze, barbarie indicibile fatte nel presunto nome del Corano e Dio.

Ecco forse la reale causa della frustrazione del nostro Consigliere agli Stati Filippo Lombardi che nel esporre la sua relazione al Consiglio degli Stati, ha sì disertato sulle operazioni compiute nel 2014, ma ha anche accennato alle problematiche affrontate nel 2015 e soprattutto esposto il programma della seduta OSCE che si terrà i primi di luglio di quest’anno. La sessione estiva del Parlamento OSCE 2016, a Tbilisi, vedrà la delegazione Svizzera presentare due risoluzioni: la prima riguarda la salvaguardia della democraticità delle decisioni prese invitando tutte le delegazioni a partecipare a tutti i tavoli di lavoro OSCE; la seconda tratta la prosecuzione dei lavori di costruzione del sistema di sicurezza europeo.

Decisamente difficile il compito della delegazione Svizzera all’OSCE. Non è per nulla semplice tenere alto il nome della Svizzera, ormai divenuta un punto di riferimento diplomatico e organizzativo, bypassando la riflessiva lentezza del Governo Elvetico…

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