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Svizzera 2019 enter-demokratie : e-voting, e-governement, e-vada…biiip

Ancora qualche anno e E-voting sarà una realtà per tutti gli svizzeri.  Finalmente la scorsa primavera, dopo 13 anni e 200 test svolti in 14 cantoni, il Consiglio Federale ha dato il via libera al voto elettronico ed ora potremo votare via posta,  al seggio o via Internet …no?

No! Vi sono delle limitazioni, per evitare errori o problemi. Nella prima fase è stato concesso l’uso del voto elettronico quasi esclusivamente ai cittadini svizzeri all’estero originari di uno dei 14 cantoni ammessi alla sperimentazione. Solo nei cantoni Ginevra e Neuchâtel ha già potuto votare un terzo dell’elettorato residente; mentre da più di un anno Basilea città permette anche ai residenti disabili, oltre ai Basilesi appartenenti alla quinta Svizzera, di usufruire dell’urna elettronica.  Ora nei 14 cantoni cavia si lavora sperando di arrivare, entro due anni, a poter permettere alla totalità della popolazione residente di votare via internet. Nel frattempo la Confederazione ha stanziato ulteriori fondi per lo sviluppo del sistema di voto, con l’obbiettivo di avere l’adesione al servizio dell’urna elettronica di almeno due terzi dei 26 cantoni. Utopia? Direi di sì considerando che è appena iniziata la madre di tutte le battaglie fin all’ultimo bits   fra La Posta e CHVote. Chi vincerà?

Il gigante giallo ha deciso la sua discesa in campo E-voting nel 2015, anno che ha visto il consorzio di nove cantoni (Zurigo, Glarona, Friburgo, Soletta, Sciaffusa, San Gallo, Grigioni, Argovia e Turgovia) sciogliersi, mettendo in difficoltà centinaia d’elettori. Purtroppo il sistema usato dal consorzio si era dimostrato poco affidabile nonostante fosse basato sulla piattaforma tecnologica della società americana Unisys. Il fallimento di questo sistema non ha comunque facilitato la discesa in campo dalla La Posta, i nove cantoni hanno vagliato ed alcuni stanno ancora valutando quale sia la miglior soluzione fra il servizio offerto dal gigante giallo e la ginevrina CHVote.

L’esplorazione di nuovi mondi, la sperimentazione e la ricerca chiedono inventiva, investimenti e personale competente. In questi due anni La Posta non si è dunque limitata alla sua strategia di tagli, ridimensionamenti, riduzione, chiusura, in un’ottica di massima resa minima spesa … fra le missioni delle PTT vi è l’urna elettronica, e sicuramente a tale scopo avrà assunto un esercito d’informatici e tecnici per far fronte a questa nuova esigenza. No?! Non proprio sempre in un’ottica di minima spesa massima resa Il gigante giallo nel 2016 si è affiancato al Canton Neuchâtel e collabora con la società privata iberica Scytl. Il sistema della società privata spagnola è ormai un sistema più che collaudato, apparentemente sicuro e di facile gestione. Certo è un sistema privato ed estero, ma che importa? L’essenziale è il risultato… un sistema pubblico, aperto e Made in Suisse? Non sia mai! Come può una grande azienda come La Posta, con la sua fama, la sua dignità, la sua storia, le sue ambizioni, i suoi obbiettivi… come può appoggiarsi o creare una open source? Impensabile il gigante giallo è una ditta seria mica il canton Ginevra.

La ginevrina CHVote è la grande antagonista dell’e-voting in giallo. Una piattaforma open source Made in Suisse creata nel lontano 2004 appositamente per offrire il servizio del voto elettronico a tutti i ginevrini e non solo. La formula dell’open source ha permesso al canton Ginevra di avere un servizio sempre aggiornato, competitivo, trasparente e soprattutto sicuro, pur essendosi allargato ad altri cantoni ampliando il bacino d’utenza e quindi la mole di dati da elaborare. Sino ad ora a poter votare comodamente via Internet grazie al CHVote sono solo 1 residente su tre, i cittadini residenti all’estero e gli invalidi del canton Ginevra, Lucerna, Basilea città, Berna e da settembre 2017 si uniranno argoviesi e sangallesi.

 La grande guerra fra La Posta e CHVote all’ultimo bits prosegue fra insinuazioni di inaffidabilità, a colpi di svizzeritudine e  tradizione. Fra i due litiganti il terzo gode?Forse … i 12 cantoni che sino ad ora son restati a guardare che accade e riflettere su che fare, vuoi per mancanza di fondi, sistemi informatici obsoleti o semplice scetticismo  sono  sugli spalti. Fra gli spettatori vi sono i cittadini del cantone: Vallese, Vaud, Jura, Basilea campagna, Zugo, Schwiz, Obwald, Unterwalden, Uri, Appenzello interno ed esterno …ultimi e non ultimi anche noi ticinesi, ma come farne una colpa al nostro governo? Con tutti i problemi che vi sono l’ultima delle preoccupazioni del governo ticinese, e non solo, è il rinnovo del sistema di voto nell’ottica della strategia di Egovernament. Il nostro cantone è già a rischio burnout   fra dumping salariale, rischio povertà, scandaletti, conti in rosso … non è facile trovar gli investimeni per rinnovare i sistemi e dover scegliere se aggregarsi ai patriotici ginevrini, creare un sistema alternativo Open Source o servirsi del sistema offerto dalla La Posta-olè .

Zurigo, Glarona, Friburgo, Soletta, Sciaffusa, San Gallo, Grigioni, Argovia, Turgovia, Lucerna, Ginevra, Berna, Neuchâtel, Friburgo sono tecnologicamente un paio di passi avanti, ma poco importa chi va piano va sano e lontano … sperem.

2017-30-08-02-27-21
enter-democrazia

 

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Il lifting del Gigante Giallo…tira qua, tira là … tira…tira …

È ormai sorpassata la mitica Posta Svizzera precisa, affidabile, puntuale, sicura, riservata, ovunque arrivava per portar la posta ed ovunque ti portava con i suoi mezzi?  Forse sì, forse no, forse …

Tutto ebbe inizio sulla soglia del nuovo millennio, anche se … in realtà … la mania del “Più sano, più snello” venne al  Gigante Giallo  nel 1970,quando la società si chiamava ancora  “Poste, Telefoni e Telegrafi” (PTT). La  struttura delle PTT  era cresciuta a dismisura nel dopo guerra e negli anni  settanta  cominciò  a sentir il peso  degli anni che passavano. Fu solo alla fine degli anni novanta, che si decise di dare un colpo netto di rinnovamento totale, la società “Poste, Telefoni e Telegrafi” venne sciolta  e dalle sue macerie nacquero due S.A.  aventi come  azionista di maggioranza, con pieno potere decisionale, la Confederazione. Fu così che  nel 1998 le PTT diedero alla luce due schizofreniche creature   privat-publiche di servizi primari Swisscom e La Posta Svizzera.

A solo due anni dalla sua rinascita(2001) La Posta  iniziò  a mettere in atto l’attuale piano di ristrutturazione integrale in nome: del profitto, del libero mercato, dell’ottimizzazione, della competitività e della… leggerezza. La dieta ferrea, sostenuta fra il 2001 e il 2015, dal Gigante Giallo ha portato allo smantellamento di  1946 uffici postali in tutta la Svizzera, ma a quanto pare non si sente  ancora abbastanza leggera … la forma perfetta  la raggiungerà forse nel 2020 con la chiusura di altri 564/664 uffici postali in tutta la Svizzera.

Il programma di snellimento per il  Canton Ticino prevede che fra tre anni  vi saranno al massimo  35 uffici postali, contro gli attuali 113, grazie alla chiusura di  ben 32 poste subito  e altre  46 entro il 2020. Questa volta però il Governo Cantonale Ticinese ha scelto di non subire in silenzio, nonostante la campagna di promozione turistica gratuita che Il Gigante Giallo ha deciso di regalare  al  Ticino usandolo come location per alcuni suoi spot,  ed   ha chiesto una moratoria per la decimazione degli uffici postali ticinesi, ponendo l’accento sulle difficoltà economico-finanziarie in cui versa l’intero stato e quindi l’importanza della salvaguardia dei posti di lavoro. Inoltre, il governo, ha chiesto che la Commissione Federale della Posta(PostCom) tenga presente anche l’opinione dei cittadini direttamente coinvolti, prima di dare il consenso alla chiusura dei vari uffici.

Gli altri Cantoni?  Protestano anche loro inascoltati. Tutti   temono l’impoverimento delle diverse aree che perderanno il servizio.  In alcuni cantoni si sta addirittura pensando di creare un servizio postale intercantonale, una realtà parallela che potrebbe interessare soprattutto le regioni alpine e rurali. Bhe … infondo  La Posta Svizzera S.A.è stata concepita come società privata proprio nel nome della libera concorrenza e il decadimento del monopolio statale … pubblica o privata la concorrenza è concorrenza.

Povero incompreso  Gigante Giallo come dargli torto  gli utili sono diminuiti, deve contenere i costi, rinnovarsi e nel contempo riuscire a non diminuire, anzi aumentare, gli stipendi dei solerti dirigenti che hanno trovato un’ottima soluzione che non lascerà i cittadini senza le loro lettere . Veramente?  Certamente, d’ora in poi potremo ritirare le raccomandate comprando le lugàneghe, i precetti acquistando supposte, i pacchi prendendo mezz’etto d’alpe, spedir lettere andando a visitar gli ospizi e pagare la cassa malati rifornendoci di antidepressivi.

Non dimentichiamo che presto La Posta Svizzera  garantirà il servizio di recapito a domicilio grazie i droidi …neve, ghiaccio, pioggia, grandine, strade, connessione…bene  così abitando in città, nelle giornate di bel tempo, troveremo le nostre bollette in bucalettere.

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2030 mappa degli uffici postali