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Scià la va…Va la scia…

L’alta Leventina ha da sempre pagato lo scotto d’essere all’ombra del Gottardo. Ogni strada costruita nel corso dei secoli, per varcare le Alpi, ha portato grandi mutamenti socioeconomici  stravolgendo di continuo l’equilibrio della valle. Chissà se Airolo, la grande porta delle Alpi che lungo il secolo scorso si è trovata a dover mutar forma più e più volte, sarà ancora capace di rinnovarsi? Non solo a causa della costruzione del secondo tunnel Gottardo, il cui cantiere verrà aperto nel 2020 e i detriti probabilmente verranno utilizzati per interrare una parte dell’autostrada andando così a trasformare sostanzialmente il fondo valle, ma per la recente apertura di Alptransit, con il suo tunnel ferroviario alla base del San Gottardo che collega Erstfeld a Bodio e all’incognita su quale sarà il destino della vecchia ferrovia del Gottardo.

Una volta di più sull’alta Leventina aleggia lo spettro della crisi e dell’abbandono della zona, ma forse una speranza c’è … il turismo. Il turismo sportivo, amante della montagna, dei prodotti, delle curiosità e della storia locale. Airolo è la meta ideale per il turista innamorato delle Alpi, il suo essere a mezzoretta dal grande centro sciistico di Andermatt le permette di ampliare considerevolmente la sua offerta all’amante dello sport e non solo. Il turista che scegliesse di pernottare in alta Leventina non solo potrebbe andare a  sciare nel grande circo delle nevi di Andermatt, ma anche:  gustare i  prodotti  tipici al Caiseficio del Gottardo; visitare i musei locali dedicati al Gottardo e alla Leventina; ammirare la funicolare più ripida d’Europa che porta al Ritom sopra  Quinto o magari andare ad Ambrì  a vedere un’avvincente partita d’hockey avvolti dal calore del tifo intonante la Montanara, nella meravigliosa, caratteristica, magica cornice della Valasc…  ancora per poco?  La Valascia non può più ospitare le partite dell’Hockey club Ambrì-Piotta, la Lega nazionale hockey ha intimato il cambiamento di sede. Perché? Secondo il piano regolatore la pista di Ambrì, essendo a ridosso della montagna, è in una zona considerata a rischio valanga, una pista di ghiaccio che può ospitare fino a 6000 persone in un’area a rischio non è concepibile, quindi… o si canta la montanara sotto voce o ci si trasferisce.

Ben poca scelta è stata data alla dirigenza e ai sostenitori biancoblu, o ci si adegua e costruendo una nuova pista di ghiaccio o lo storico Club rischia che l’iscrizione al campionato venga rifiutata.

 La prima grande storica squadra Ticinese d’hockey defenestrata dalla lega nazionale all’alba dei suoi 80 anni? Inaccettabile! Dopo un lungo periodo di riflessione, in seguito all’ ennesimo diniego della licenza edilizia chiesta per ristrutturare la Valascia, a malincuore la dirigenza HCAP ha ceduto alle pressioni della Swiss Ice Hockey. Non senza lacrime, la Valascia immobiliare SA ha deciso di delocalizzare a Quinto, quasi sul confine con la frazione di Ambrì, e qui realizzare una nuova infrastruttura la cui progettazione è stata affidata al noto architetto Mario Botta. Secondo il principio” se dobbiamo spendere i soldi cerchiamo di spenderli bene” la Valascia2 sarà, in realtà, un centro polisportivo, moderno, all’avanguardia, ecosostenibile e a basso impatto paesaggistico. La controversa decisione di costruire un centro polifunzionale nasce dalla speranza di creare così una forte attrattiva verso l’alta Leventina, per turisti ed investimenti. La prospettiva di dare respiro all’intera valle rende un poco meno amara l’idea che… che non vi saranno più coreografie e cori a riecheggiare nella nostra amata Valascia.

Speriamo che l’immane sacrificio chiesto al popolo biancoblu serva veramente…certo è innegabile che lo sport è ormai divenuto una vera e propria industria di grande rilevanza nazionale. L’indotto creato da questo grande progetto, finanziato anche dal Cantone, avrebbe delle ricadute sulla precaria economia locale e cantonale. La Valascia 2 potrebbe portar a vedere nascere e rinascere negozi, ristoranti, alberghi, servizi di ogni genere e sorta destinati non solo ai turisti, ma anche ai residenti.

Quale sia il destino della Valascia originale non è dato sapere, speriamo non l’abbattimento. Sarebbe una cornice ideale per un museo dedicato allo sport ed anche magari divenire un luogo dove i tifosi biancoblu possono riunirsi a guardar le partite fuori casa del HCAP intonando la montanara davanti al megaschermo, perpetuando così la magia del luogo. Una sorta di prolungamento della Valascia 2 che completerebbe il centro sportivo ticinese.

Ecco la formazione di un’altra micro/macro aree specializzata ticinese dopo  Lugano come centro culturale, Biasca logistico/ industriale, Bellinzona politico/ storico avremo Airolo-Quinto-Ambrì-Piotta come centro sportivo del Canton Ticino.

La su per le montagne, fra boschi e valli d´or, tra l’aspre rupi echeggia un cantico d´amor…

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Va la scia ……
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