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et voilà …il dolce morire è servito

Negli ultimi mesi ci si è accorti di come in Svizzera vi siano svariate organizzazioni che difendono sostengono e gestiscono suicidio assistito, ovviamente dietro lauto compenso e/o una quota annua associativa.

In Ticino… più esattamente a Chiasso e zone limitrofe par che i centri della “dolce morte” stiano spuntando come funghi.  Già in tempi non sospetti, nel lontano 2015, Raoul Ghisletta denunciava, delle anomalie nell’operato di alcuni infermieri domiciliari, o presunti tali, portando in superficie “la galassia Gasperini -Chiodini “. Ora che il fenomeno del suicidio assistito si è allargato a macchia d’olio balzando all’onor della cronaca, il Gran Consigliere  Ghisletta ha colto l’occasione per rinnovare le sue perplessità sull’attività delle svariate strutture che operano in Ticino nell’ambito del suicidio assistito. Anche i deputati Fonio e Dadò, hanno chiesto al Consiglio di Stato che venga fatta chiarezza sulla società denominata LL Exit e su tutte le società a lei connesse, fra cui quelle operanti sul confine. Il Deputato Socialista, si è spinto oltre alla semplice richiesta di maggior chiarezza e vigilanza, ha proposto di render la gestione del suicidio assistito una competenza cantonale, ponendo al centro della sua iniziativa parlamentare il controllo da Parte dell’autorità Cantonale de gli enti e del personale preposto all’assistenza al suicidio. Questo par esser la speranza di riportar ad una dimensione Umana ed Etica quello che ormai è divenuto un proficuo business… esagero?  Da quanto scoperto dalla Zanzara, nota trasmissione di  radio 24, il pacchetto death-tourist economy, per i depressi, comprenderebbe : minima assistenza legale, assistenza burocratica, smaltimento salma…10 mila euro circa escluse le spese di viaggio, ovviamente.

Molto in questi mesi si è parlato e detto sul diritto all’eutanasia. Fra favorevoli e contrari si sono svolti un po’ ovunque, dai social al bar passando per i media, veri e propri duelli all’ultimo sangue… virgola… parola …delirio e pensiero.  In Svizzera interna il presidente di Exit Suisse, Jérôme Sobel, non manca d’esprimere  la sua convinzione di  quanto l’eutanasia  sia un  diritto  che ogni cittadino dovrebbe rivendicare, per evitare la tentazione di suicidarsi… la differenza fra  suicidio assistito e suicidio è chiara , ma perché l’uno continua ad essere moralmente  e socialmente condannabile mentre l’altro no?  Un fil di incoerenza, mi par ci sia e non solo in merito ai concetti di suicidio e di suicidio assistito da lui espresso.

Un dato di fatto è il gran numero di stranieri, soprattutto tedeschi, che pagano per venir in Svizzera a morire. Va anche tenuto in considerazione il sondaggio promosso da Exit svizzera tedesca che mostra come il 63%di cinquantenni svizzeri tedeschi si sarebbe dichiarano favorevoli a ricorrere all’eutanasia non appena si rendesse necessario, forse tutti timorosi di finir i propri giorni in un ricovero completamente inebetiti da qualche malattia degenerativa come l’Alzheimer …o forse è solo un semplice inutile  sondaggio e come tale va letto ed interpretato.

Eppure esiste un semplice, economico, banale mezzo per evitar il così detto accanimento terapeutico… il testamento biologico.  Cos’è?  Nulla di particolare solo una carta ufficiale nella quale si designa un tutore, che in caso di incapacità totale di prender decisioni si farà carico dei bisogni e deciderà il meglio per l’ammalato ovviamente seguendo le precise indicazioni scritte nel testamento. Questa dichiarazione, unitamente alle cure palliative offre delle armi contro il tanto temuto accanimento terapeutico.

Dominati dal terrore del dolore, dal timore dell’ignoto e dalla paura della stessa morte, si coltiva l’illusione che il poter pianificare e controllare la nostra dipartita renda più accettabile l’ineluttabile destino che spetta tutti noi …morire… forse rinascere, passare in un’altra dimensione o magari semplicemente sparire. Quante menti , scrittori , liberi pensatori, pittori , scultori  e scienziati non avremmo oggi se  la dolce morte fosse stata liberamente  praticata  nel passato.

Ecco la Grande Livella, l’ironica, spietata, temuta e corteggiata Signora Morte, l’inesorabile Mietitrice che partita a scacchi dopo partita a scacchi finisce in vetrina a far bella mostra di sé, come banale prodotto da banco. Lei che attraversava in lungo e largo la terra mietendo senza pace con la sua grande inesorabile falce ora si vende all’angolo di strada come una vecchia prostituta.

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La signora morte divien meretrice
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