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La Svizzera esiste … non esiste … o forse …

fLa Svizzera esiste… la Svizzera non esiste… la Svizzera esiste …la Svizzera non esiste… è dal primo agosto che spoglio margherite petalo dopo petalo … la Svizzera esiste …la Svizzera non esiste…  la consigliera nazionale vodese Ada Marra ha ragione!

Certo la Svizzera esiste con le sue cinque anime quella romancia, francofona, italofona, germanofona ed infine gli esiliati… ehm noi emigrati che per amore e/o per forza abbiamo dovuto andarcene, non senza difficoltà, entrando in quella grande schiera di cittadini elvetici oggi chiamata la quinta Svizzera.

È innegabile Lo Stato Elvetico esiste con: le sue contradizioni; gli infiniti scontri politici; i molti problemi di gestione del territorio e del sistema economico; la povertà di molte famiglie; le difficoltà di una grossa fetta di popolazione, che  deve chiedere l’aiuto sociale,  spesso pur lavorando;  il dumping salariale; i costi della vita stratosferici, che non accennano a scendere, anzi lievitano; le sue leggi e regole; la sua costituzione; la bandiera; l’identità; il territorio; la multiculturalità; la democrazia; il passaporto … la Svizzera esiste anche in e con gli emigrati ed i loro discendenti, che cercano ed hanno cercato fortuna all’estero senza mai dimenticare la loro Elvezia e si emozionano alla vista di un Toblerone, di una confezione di fondue Gerber, ascoltando la RTS, leggendo online le notizie made in Suisse e soprattutto ogni volta che trovano la busta di voto nella buca delle lettere.

Gli svizzeri all’estero non sono solo vecchi emigrati di terza o quarta generazione, con doppia cittadinanza, per lo più conservatori e alle volte un poco ottusi. La quinta svizzera è composta per lo più da cittadini in fuga dalle difficoltà lavorative, dal non arrivare alla terza settimana … elvetici che emigrano per poter tornare a vivere in Svizzera dignitosamente.  

La quinta Svizzera ben sa quanto una certa Svizzera non esista e sia solo un miraggio di paradiso per quanto sia realmente una splendida terra al di là delle difficoltà.  Difficoltà che non sono mancante, nemmeno  nel compiere la scelta di emigrare, specie rimanendo sul continente Europeo, in quanto provenienti da un paese ricco. Non credo che vi sia uno svizzero all’estero, alle volte proprio recandosi all’ufficio immigrazione per il rinnovo del permesso di soggiorno, che almeno una volta non sia stato apostrofato “Che fai qui? Con tutti i soldi che avete voi.Voi svizzeri siete tutti ricchi, anche e soprattutto  grazie a noi stranieri che portiamo i nostri soldi nelle vostre banche.” . Quando ti trovi a vivere fuori i confini nazionali ti rendi conto di quanto dura e impari sia  la  battaglia contro miti, leggende, luoghi comuni e preconcetti riguardanti la misteriosa confederazione Svizzera. Miti? Leggende?Esagero? No, non vi è altro modo di  definire certe strane idee che hanno all’estero sulla  Svizzera  : la droga e la prostituzione sono libere; sono tutti ricchissimi e non vogliono condividere il loro benessere con nessuno; vi è lavoro per tutti con stipendi vertiginosamente alti; i poveri non ci sono e se ci sono pochissimi . È inconfutabile la  Svizzera bucolica, senza problemi, ricca, sicura, pulita, ordinata, non esiste  o meglio esiste solo nella fantasia di chi ben poco vive e comprende la realtà dei cittadini che vivono nella Confederazione e fuori da essa.

Nonostante i suoi detrattori la vogliano” defenestrare, la consigliera nazionale Marra ha ragione  la Svizzera esiste perché esistono gli svizzeri con la loro forza, le idee, il calore, l’inventiva, la genialità, i contrasti, le contradizioni, le tradizioni, l’umanità, la multiculturalità e la svizzeritudine. La Signora Ada Marra sa bene, come tutti noi che amiamo la Svizzera, quanto la democrazia diretta, il principio di mutuo soccorso, la libertà di parola e di pensiero sono i valori, con tutti gli altri principi elencati nella nostra costituzione, rendano la nostra Confederazione unica, invidiata, misteriosa, ambita e soprattutto amata.

Nulla da fare nonostante l’età Helvetia sa conquistare i cuore, i pensieri e i sogni di  tutti. 

ESISETE .... NON ESISETE
LA SVIZZERA ESISTE? … NON ESISTE? ESISTE E NON ESISTE!

 

Français peut-être

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18 giugno 2017 “Béliers”alla riscossa…

Domenica 18 giugno 2017 una data storica per il Jura e la Svizzera. In questa lunga e difficile giornata si è avuta dimostrazione di quanto lo spirito di Guglielmo Tell sia ancora vivo e vivace in ognuno di noi. Esagero? No visto che in questa ormai storica data la città di Moutier ha democraticamente scelto, di distaccarsi da Berna e riunirsi a Porrentruy, Delémont et Franches-Montagnes, ritornando a tutti gli effetti jurassiana.

Distaccarsi da Berna per ritornare jurassiana?  Eh sì, la splendida, verdeggiante ed antica regione del Jura, dopo diverse vicissitudini, nel lontano 1815, in seguito al Congresso di Vienna, si trovò interamente annessa al Canton Berna. Solo nel 1947 si manifestò il bisogno di autodeterminazione e di ricostruzione dell’identità territoriale jurassiana. Sentimento che portò proprio nel primo dopo guerra alla costituzione del gruppo “Rassemblement jurassien”, i cui militanti vennero sopranominati i “Béliers”. Solo cinque anni più tardi nacque il movimento d’opposizione, fortemente legato al governo bernese ed anti-separatista, detto dei “Sangliers” o meglio “Union des patriotes jurassiens”.  Le due correnti di pensiero si sono lungamente e duramente contrapposte fino ad oggi e certamente, per quanto il voto di domenica abbia evidenziato la volontà popolare di ricostituzione del territorio jurassiano nella sua integrità, le polemiche e i contrasti fra le due fazioni non si smorzeranno. Dunque il voto di domenica ha visto la cittadinanza di Moutier approvare il passaggio dal Canton Berna a quello del Jura… che sia finalmente giunto il momento di vedere piano piano avverarsi il grande sogno di rivedere i sette distretti jurassiani riuniti sotto un’unica bandiera cantonale?

 Sette? Sî , sono sette i distretti jurassiani. Il 23 giugno 1974 venne approvata la costituzione del Canton Jura, ma ci vollero 5 lunghissimi anni di trattative, discussioni, compromessi e duro lavoro per arrivare alla nascita del moncone del ventitreesimo cantone. Il 1 gennaio 1979 fu concesso ai soli tre distretti fortemente indipendentisti ad unirsi costituendo il Canton Jura: Porrentruy, Delémont et Franches-Montagnes. Gli altri 4 distretti rimasero sotto la giurisdizione bernese, con la possibilità di scegliere in qualsiasi momento di unirsi agli altri territori Jurassiani. In questi 38 anni furono diversi i tentativi di riunire tutte le regioni, ma sino al 18 giugno 2017 fu tutto inutile. Ecco perché la decisione presa dalla popolazione, in questo ormai storico giorno, non solo ha sorpreso, ma ha dato nuovo vigore alla causa jurassiana e ai principi democratici fondanti la nostra confederazione. 

Ora per la popolazione di Moutier inizierà un lungo e difficile percorso di mediazione, compromessi, trattative e trasformazione che riguarderanno specialmente il sistema pubblico/amministrativo cittadino. Non sarà facile arrivare alla fine del processo di riunificazione, ma ora che il primo passo è stato compiuto, nonostante tutto,  non resta che rimboccarsi le maniche e proseguire pronti a tutto per finalizzare l’annessione di Moutier e degli altri eventuali  territori che desiderassero unirsi anch’essi al Jura.

 Moutier, con la sua scelta di abbandonare il Canton Berna, è divenuta una città simbolo non solo per la causa jurassiana, ma perché dimostra che con calma si può porre rimedio ai disastri derivati da politiche distratte che nei secoli passati hanno tracciato a tavolino confini, spartendosi con non curanza territori.  Questo voto è un esempio chiaro del potere e dell’importanza della democrazia diretta, un potere fin troppo sottovalutato e trascurato negli ultimi anni. Quello che è accaduto domenica 18 giugno 2017 è un grande esempio di quanto la  democrazia diretta sia un bene irrinunciabile, che proprio per il grande potere che da ai cittadini non è mai scontata e segna il passo della nazione che sceglie  questo modello di profonda libertà.

Moutier 18 giugno 2017 finalmente dopo 38 lunghissimi anni il Canton Jura vede  a lui  ricongiungersi un altro piccolo pezzo del suo territorio originario, il tutto con il solo uso della più fenomenale, potente e importante delle armi … il voto e la democrazia diretta.

Jura  "Béliers" ou "Sangliers"
Jura “Béliers” ou “Sangliers”