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Fermi tutti è rosso… tutte le aziende fallite sono uguali ?

Ecco l’ennesimo report sull’andamento delle aziende Svizzere elaborato grazie al database Bisnode, che da una panoramica della situazione  finanziaria delle aziende e delle persone fisiche iscritte al registro della Camera di Commercio Elvetica. I dati raccolti, nel data base, offrono una grande quantità di informazioni sui vari andamenti delle aziende presenti in Svizzera. A livello nazionale, secondo il report di Bisnode, sono in aumento le aziende che chiudono. Straordinariamente il Ticino, rispetto al resto della Svizzera, registra una contro tendenza in confronto agli anni passati il numero di aziende che chiudono, soprattutto per fallimento, sono in diminuzione e aumentano le nuove iscrizioni alla Camera di Commercio.

Dovremmo aver tutti il diritto di poter fallire e rialzarci. Tutti soprattutto chi fa impresa, non dovrebbe vivere con la paura continua di non riuscire. Oggi come oggi basta così poco per trovarsi sulla lista delle imprese fallite, spesso è sufficiente un cliente che non paga, un investimento mal fatto, non aggiornarsi o semplicemente il disinteresse dei  consumatori  vuoi per la crisi o per moda.  A livello Nazionale si è notato che i settori in sofferenza sono quello edile, la ristorazione e l’artigianato; per contro resistono meglio il comparto editoriale, le società immobiliari e gli studi di architettura…già gli Studi di architettura, bhe se la caveranno facendo interni. L’architetto di via Vergiò a Breganzona? Bhe credo sia nei dati statistici presi in esame magari degli anni scorsi, quando fu scoperto e messo in prigione.

Non vi è uomo o donna, che non abbia mai commesso errori di valutazione, di concetto, di gestione o comprensione.  Il fallimento è uno dei rischi che si corre da quando si nasce a quando si muore. Potersi rifare una vita dovrebbe essere un diritto riconosciuto a ogni individuo. Si può fallire come esseri umani, nella sfera dei sentimenti, delle amicizie, sociale, lavorativa ed intellettuale. Tutti abbiamo il diritto di rialzarci con dignità e ripartire nella corsa continua che è la vita…eh? No nessuna villa sul mare in costa azzurra, SUV e shopping stiamo parlando di fallimento. Chi sbaglia paga, si rialza e di buona lena ripart… ecco l’architetto di Via Vergiò è andato in costa azzurra, ma dopo aver scontato la pena inflittagli quindi ha pagato. Sarà là a cercare lavoro arrabattandosi come può, non farà la bella vita risulta nulla tenente e pieno di debiti in Ticino, come può… villa, suv, ristoranti di lusso, non ci credo sono esagerazioni giornalist… «La mia vita può sembrare lussuosa, ma è perché ho deciso di cercare lavoro in un certo ambiente» è quanto dichiarato nell’intervista da lui rilasciata a tio.ch ed aggiunge «Ho sbagliato, ma ho il diritto di ricominciare. I soldi dei creditori? Li ho spesi tutti».

Nessuno dovrebbe negare il diritto a nessuno di ripartire, anche perché nel caso di fallimenti economici, se non viene data la possibilità di ripartire i debiti rimasti in sospeso non verranno mai pagati. Per far fronte ai debiti e non rimanere sulle spalle dello stato, perché si è rimasti senza il becco di un franco, ripartire è d’obbligo, a testa bassa un passo alla volta. Il semaforo rosso di Bisnod lo impedirebbe? Bhe certo che il semaforo sulla solvibilità è utile, da un idea di chi si ha di fronte, negli affari  è importante.

Comunque nel caso citato  dell’architetto ticinese, in fuga fra shopping e ristoranti… il semaforo rosso Bisnod gli andrebbe dato in testa, visto che il finire sotto processo non è servito ad insegnarli il senso di responsabilità e nemmeno un vago senso etico. Certo come dice lui la colpa non è tutta sua… ma spendere i soldi che erano destinati ai cantieri per coprire le spese personali  e per quante colpe possa avere  la banca Wir,  coinvolta anche nel caso dei cantieri Andria,o i clienti sprovveduti, vi sono le scelte personali da lui fatte, anche ora, discutibilissime.

Che la galera non insegni nulla di buono se non affiancata da attività costruttive si sa  e lui ne è un classico esempio,  non avendo compreso di avere mancato totalmente di giudizio e sopratutto Etica. Tutti dovremmo poter avere il diritto di rialzarci dopo un fallimento, ma dobbiamo anche rimettere in discussione noi stessi e il nostro operato per poter ricostruire e ripartire. Anche chi ha il semaforo rosso  perché insolvente o  che  è finito sul foglio ufficiale  per fallimento, perché la differenza la fa l’etica personale e professionale. Chi per sfortuna è caduto in disgrazia, deve poter rialzarsi  dal suo stato con più facilità, la sfiga non è prevedibile! Etica e solvibilità dovrebbero esserei due parametri.

2016-15-6--19-58-23 IMPRESE ETICHE
imprese affidabili
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