Roma censored…

Il Pannellatore, dopo Firenze, colpisce ancora.

Il presidente iraniano Hassan Rohani, in questi giorni è stato a Roma e Parigi. Rohani, probabilmente spinto dal ricordo della sua permanenza londinese negli anni del college, ha messo in agenda, fra i vari impegni ufficiali, la visita ai Musei Capitolini e al Louvre.

Purtroppo il presidente iraniano, nel programmare le sue giornate romane, non ha considerato il tradizionale zelo dei censori italiani…uno dei pochi uffici pubblici che da 452 anni funziona benissimo.Certo spesso agiscono fuori logica, luogo e tempo, ma certamente non li si può accusare di essere… fannulloni.

Così se nella Roma del 1564 il Braghettone, armato di pennello e tempera, copriva le nudità “scandalose” del Giudizio Universale nella Cappella Sistina con drappi e “braghe”.

Nella Italia del 2016 agisce indisturbato, o quasi, il Pannellatore. Un tranquillo funzionario, zelante ed instancabile, che armato di candidi pannelli nasconde   le “scandalose” nudità delle statue italiane. In questi giorni la sapiente mano inscatolatrice ha prontamente celato le” vergogne” delle numerose sculture dei Musei Capitolini.Privando il presidente iraniano Hassan Rohani del piacere di ammirare dal vero opere come la “Venere capitolina”.

Il presidente Rohani è stato più fortunato a Parigi, dove, con tutta la calma, ha potuto ammirare il Louvre. I francesi sono, decisamente, meno zelanti, accoglienti e “sensibili” per la grande gioia del presidente iraniano … almeno un museo su due è riuscito a visitarlo.

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CENSORED il nuovo allestimento dei Musei Capitolini
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Chi al gas inneggia con gas perisce.

27 gennaio 2016 la denuncia del portale gas.social rimbalza, di sito  in sito, quasi a divenir virale. Ecco che” il giorno della memoria “diventa il giorno della presa d’atto del fallimento evolutivo della società moderna.

Balzato agli onori della cronaca è il sergente della polizia cantonale ticinese, Edy Imperiali, distintosi sui social per intelligenza, realismo e fine analisi socio-politica.

Secondo il nostro sergente “Adolf Hitler e Benito Mussolini, sarebbero “la soluzione” per risolvere il problema dei migranti”. Mi spiace deluderlo ma i nazi –fascisti non sterminarono gli stranieri, bensì i loro connazionali.

Il principio che con tanta passione il signor Imperiali esprime” Ognuno a casa propria” mal si sposa con le politiche che Mussolini e Hitler adottarono. Invadere paesi compiendo espropriazioni e deportazioni di massa non lo definirei “rimanere a casa propria”.

“Mussulmani con mussulmani” caro sergente, non so come dirglielo…so che le causerò un dolore immenso nel rivelarle che Hitler con Hag ’Amin al-Husayni, muftì di Gerusalemme ed importante leader islamico, strinsero un’alleanza islamico-nazista, che portò centomila soldati mussulmani a combattere nelle divisioni tedesche.

Consiglierei un ripassino di storia moderna al signor Imperiali e ai suoi amici di svastica.

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Immagine tratta da:”Il grande dittatore “(The Great Dictator) film USA del 1940 .I due dittatori Bonito Napoloni (Jack Oakie) ed Adenoid Hynkel (Charlie Chaplin).

Le donne UDC senza tempo…

Notizia straordinaria…incredibile…l’UDC evolve riassorbendo le sezioni femminili, per meglio porre al centro della politica del partito anche le donne.

Non è miracoloso che sia proprio l’UDC a dare il via a questa evoluzione del pensiero e della società svizzera? Finalmente in Svizzera avremo un effettivo stato paritario uomo /donna in ambito politico e sociale.

Ecco il segnale, tanto sospirato ed atteso, che la società Svizzera è finalmente pronta ad andare oltre al sessismo.

Si potrà convogliare le sezioni femminili con le loro attività in seno ai rispettivi partiti di appartenenza, senza timore di bavagli. Non riesco a crederci d’ora in poi   uomini e donne, dei vari partiti, lavoreranno fianco a fian…Yvette Estermann? No! Non ho sentito cosa ha affermato la consigliera nazionale UDC Estermann dopo l’elezione di Guy Parmelin.

“Sapete le donne dell’UDC hanno delle altre priorità – dichiara la consigliera -. Le donne del nostro partito hanno una famiglia, una cerchia d’amiche e sono impegnate all’interno di varie associazioni. Non hanno bisogno di divenire consiglieri federali o parlamentari per sentirsi realizzate”.

Beh certo che le donne del PLR, PS, PPD/PBD e Verdi hanno decisamente una vita assai vuota e piatta tanto da trovar spazio anche per la politica oltre al lavoro, gli impegni sociali e la famiglia. Doris Leuthard, Micheline Calmy-Rey, Eveline Widmer-Schlumpf, Simonetta Sommaruga,senza la consueta passeggiata nei corridoi di palazzo federale con un caffettino veloce fra conoscenti, che vita priva di senso avrebbero?  Ruth Dreifuss, Ruth Metzler-Arnold e Elisabeth Kopp si sono ritirate rimanendo però minimamente attive politicamente, per non morire di noia.

Ops! Anche Alice Glauser, presidentessa delle donne UDC romande, deve avere una vita assai povera, vuota e priva di senso, se è giunta a minacciare la scissione pur di non chiudere la sezione romanda.

Frau Estermann è stata decisamente sfortunata ad aver amiche e conoscenti senza tempo. Poverina in venti anni nessuno le ha spiegato che le donne svizzere non sono solo sferruzzanti massaie che ad ogni occasione sfornano biscottini. È rimasta folgorata dai costumi tipici e si è fermata alle   gonne, sottogonne, grembiuli, pettorine, ricami, pizzi e nastri. Bisognerebbe spiegarle che se lei è stata eletta è grazie a 103 anni di lotta fatta da donne dalla piatta vita senza altro scopo che conquistarsi il diritto di parola, voto e eleggibilità.

locandina
Tratto da:”Chi va piano,va sano…I diritti politici delle donne svizzere”ed. Associazione Gendering, Gendering&Mautienne prod,2011,www.gendering.net

(A l’écoute:”Le 12h30″Déclaration de la conseillère  national Yvette Estermann  http://www.rts.ch/la-1ere/programmes/le-12h30/7408319-la-section-femmes-de-l-udc-va-etre-supprimee-20-01-2016.html?f=player/popup)

La libertà è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di esperimentare, di dire no a una qualsiasi autorità, letteraria artistica filosofica religiosa sociale, e anche politica. (Ignazio Silone)

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