Le donne UDC senza tempo…

Notizia straordinaria…incredibile…l’UDC evolve riassorbendo le sezioni femminili, per meglio porre al centro della politica del partito anche le donne.

Non è miracoloso che sia proprio l’UDC a dare il via a questa evoluzione del pensiero e della società svizzera? Finalmente in Svizzera avremo un effettivo stato paritario uomo /donna in ambito politico e sociale.

Ecco il segnale, tanto sospirato ed atteso, che la società Svizzera è finalmente pronta ad andare oltre al sessismo.

Si potrà convogliare le sezioni femminili con le loro attività in seno ai rispettivi partiti di appartenenza, senza timore di bavagli. Non riesco a crederci d’ora in poi   uomini e donne, dei vari partiti, lavoreranno fianco a fian…Yvette Estermann? No! Non ho sentito cosa ha affermato la consigliera nazionale UDC Estermann dopo l’elezione di Guy Parmelin.

“Sapete le donne dell’UDC hanno delle altre priorità – dichiara la consigliera -. Le donne del nostro partito hanno una famiglia, una cerchia d’amiche e sono impegnate all’interno di varie associazioni. Non hanno bisogno di divenire consiglieri federali o parlamentari per sentirsi realizzate”.

Beh certo che le donne del PLR, PS, PPD/PBD e Verdi hanno decisamente una vita assai vuota e piatta tanto da trovar spazio anche per la politica oltre al lavoro, gli impegni sociali e la famiglia. Doris Leuthard, Micheline Calmy-Rey, Eveline Widmer-Schlumpf, Simonetta Sommaruga,senza la consueta passeggiata nei corridoi di palazzo federale con un caffettino veloce fra conoscenti, che vita priva di senso avrebbero?  Ruth Dreifuss, Ruth Metzler-Arnold e Elisabeth Kopp si sono ritirate rimanendo però minimamente attive politicamente, per non morire di noia.

Ops! Anche Alice Glauser, presidentessa delle donne UDC romande, deve avere una vita assai povera, vuota e priva di senso, se è giunta a minacciare la scissione pur di non chiudere la sezione romanda.

Frau Estermann è stata decisamente sfortunata ad aver amiche e conoscenti senza tempo. Poverina in venti anni nessuno le ha spiegato che le donne svizzere non sono solo sferruzzanti massaie che ad ogni occasione sfornano biscottini. È rimasta folgorata dai costumi tipici e si è fermata alle   gonne, sottogonne, grembiuli, pettorine, ricami, pizzi e nastri. Bisognerebbe spiegarle che se lei è stata eletta è grazie a 103 anni di lotta fatta da donne dalla piatta vita senza altro scopo che conquistarsi il diritto di parola, voto e eleggibilità.

locandina
Tratto da:”Chi va piano,va sano…I diritti politici delle donne svizzere”ed. Associazione Gendering, Gendering&Mautienne prod,2011,www.gendering.net

(A l’écoute:”Le 12h30″Déclaration de la conseillère  national Yvette Estermann  http://www.rts.ch/la-1ere/programmes/le-12h30/7408319-la-section-femmes-de-l-udc-va-etre-supprimee-20-01-2016.html?f=player/popup)

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Incontri

Una giornata fredda  riscaldata dal grande cuore di nuovi meravigliosi amici ,una strana giornata invernale priva di neve. Vedere le  mie montagne senza il loro bianco manto è insolito e strano.

Insolito e strano come tutto in questo anno appena passato ricco di nuovi incontri e scontri , fra vecchi e nuovi amici ,alla riscoperta del mondo. Un anno che mi ha regalato un altra prospettiva ,con essa una piccola sfida : raccontare la Svizzera e la sua realtà. Guanto di sfida raccolto  perché esasperata e offesa in quanto svizzera e donna , sentendo l’ennesimo falso mito  ” ahha la Svizzera è il paese delle banche ,delle prostitute e della droga “.

Chi sei? Cosa fai? Cosa pensi? Domande semplici, banali, un’innocente curiosità… il mio io ormai assopito viene risvegliato, con esso la voglia di riscoprire, scoprire,  raccontare, spiegare,conoscere ,conoscersi, ridendo seriamente  alla ricerca di una presunta verità. Fra politica  e  attualità …tra  serio e faceto … fra ricette e pensieri in libertà.

Una  strana giornata invernale  priva di neve,  segna l’inizio di un anno ricco  di grandi novità pieno di speranza per il domani.

2016-24-1--21-33-20

La libertà è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di esperimentare, di dire no a una qualsiasi autorità, letteraria artistica filosofica religiosa sociale, e anche politica. (Ignazio Silone)

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