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San Gottardo NO…SÌ…NÌ… tutti hanno ragione…nessuno ha torto

Eccoci arrivati! Il 28 febbraio è dietro l’angolo, dopo un anno con le Alpi e il San Gottardo protagonisti, siamo finalmente giunti al voto. Or dunque come procedere al risanamento del tunnel del San Gottardo?

Ripristinare il servizio ferroviario navetta sarebbe l’ideale, lasciarlo come alternativa permanente…come va smantellata? Ahah  ecco già nel 2007 Inderkum Hansheiri, con undici cofirmatari, depositò un’interpellanza  chiedendo di affiancare al tunnel un servizio navetta permanente. Proposta bocciata, le ferrovie sono ormai una SA ed in quanto tale devono fare utile. Strutture costose e poco redditizie come le navette non posso essere tenute in attività oltre lo stretto necessario richiesto da situazioni d’emergenza. Vero che che: “fare e disfare è sempre lavorare”, ma spendere cifre consistenti per strutture destinate alla demolizione … mah…

Il raddoppio del tunnel?  ottobre 2008 un gruppo di 11 consiglieri agli stati, con portavoce F.Lombardi, deposita un postulato, proponendo la costruzione di una seconda canna del tunnel del Gottardo.  Il consiglio federale boccia la proposta, poiché contraria alla volontà popolare espressa nell’articolo costituzionale riguardante la protezione delle Alpi.

Cosa è cambiato in questi 7 anni? La posizione internazionale della Svizzera?

O forse chi siede sugli scranni a Berna ha ceduto, per esasperazione, agli undici firmatari del postulato presentato dal consigliere di stato Filippo Lombardi, capaci come le gocce di scavare la roccia, anzi il granito.  O più semplicemente, triste a dirsi, d’alternative non ve ne sono.

Chiuderlo? Isolare il Cantone con ripercussioni negative economico e sociali. Sembrerebbe, che le opere di risanamento richiederanno non mesi, come si pensava originariamente, ma anni. Anche se sul sito  dell’USTRA trovo : chiusura notturna  5 mesi per le opere di risanamento urgente e per il rifacimento totale si va dalla chiusura totale di 3 anni o 5 anni di chiusura solo invernale. Bhe non son pochi ,ma… tutto sommato il tunnel ha ormai quasi 36 anni, siamo alle porte di una nuova era tecnologica e dei trasporti. Sicuramente faranno lavori ordinari e straordinari considerando che tra dieci anni vi sarà una dominante di auto elettriche, interconnesse ed autonome. Servirà più tempo rendere il tunnel all’avanguardia per non dire avveniristico, la commercializzazione delle auto elettriche, interattive, connesse ed autonome, almeno in autostrada, è prevista dal 2020 in poi. Lo vedo già…il tunnel del San Gottardo diverrà un’attrazione mondiale. I turisti di tutto il mondo verranno ad Airolo e Göschenen per visitare il primo tunnel autostradale 2.0, interattivo, interconnesso, a misura dei mezzi a guida autonoma e grazie a ciò sicuro.

Purtroppo il passaggio dalla mobilità tradizionale a quella autonoma richiederà delle corsie privilegiate e dedicate è quindi inevitabile anche la mobilità futura esige più corsie. Argh … è difficile da accettare il raddoppio.

Certo ciò non toglie che la legge costituzionale sulla protezione delle Alpi vada tenuta pressoché, invariata e il traffico limitato e controllato. Magari la Svizzera potrebbe aspirare a divenire il primo stato a mobilità pubblica e privata, interconnessa, elettrica, sostenibile, condivisa, a basso impatto ambientale e magari in un’ottica di sharing economy.

Altra alternativa? Far implodere il San Gottardo, in fondo ormai è tutto un buco. Un’esplosione controllata i detriti li si rivendono, all’edilizia ed affini. Dopo vediamo … due per i soccorsi, due per i camion a guida autonoma, due per i camion tradizionali, due per le auto autonome e due per le auto tradizionali … totale 10 corsie, 5andata e 5 ritorno.

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2025 Pian Gotardo

Articolo del sole 24 ore sul progresso della viabilità http://www.motori24.ilsole24ore.com/Dossier/auto-che-si-guidano-da-sole/articoli/auto-guida-autonoma.php?refresh_ce=1

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In Ticino shopping full time e family nulltime?

Il 28 febbraio i ticinesi dovranno votare la legge riguardante gli orari di apertura dei negozi. La norma prevede:l’estensione del lavoro festivo; il prolungamento di mezz’ora dell’orario infrasettimanale d’apertura, ad esclusione del giovedì , al sabato un’ora e mezza  e si avrà un‘ulteriore apertura domenicale.

Era ora … finalmente una buona scusa per non passare, nemmeno per sbaglio, un minuto con la propria prole. Magari qualche domenica …  un paio d’ore, pulendo casa, si potranno passare in loro compagnia, ma … ma quel giusto lasso di tempo, appena sopportabile, per poter dire:” Siamo una famiglia!”. Non sembra ma quando non ti puoi permettere di mandare i figli in collegio come interni … è un dramma! Se passa questa legge, sarà un sogno realizzato.

Vedere, al mattino, i vari componenti del nucleo famigliare lavandosi i denti, tenendo in equilibrio una tazzina di caffè e un ghipfel. Tornare a casa alla sera e trovare i propri figli, se non già addormentati, pronti per andare a letto. Mangiare un pasto frugale e leggero … addormentarsi cullati dalla televisione. Questo idillio fino a domenica ,e se sei fra i pochi fortunati alcune domeniche saranno comprese … che cosa si può voler di più dalla vita? Nulla, considerando che si ha anche la scusa, morale, per non utilizzare i mezzi pubblici. Certo quello che si guadagna, lavorando 4 ore in più alla settimana, finisce nel pagare il parcheggio e babysitter, ma se questa legge passa … che meraviglia… finalmente liberi.

Posti di lavoro in più? ZERO. Introiti per i negozi? ZERO. L’esperienza di altri cantoni insegna che il prolungamento degli orari sposta semplicemente  l’orario del cliente dell’ultimo secondo, che spesso è, a sua volta, un negoziante o commesso.

Dal 1970 ad oggi le esigenze dei consumatori e le loro abitudini sono mutate. La crisi ed internet hanno portato ad un consumo più mirato, attento al rapporto qualità /prezzo e sempre più spesso e-commerce.

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job burns

La RSI sensibilità e diplomazia…

La Televisione Svizzera compie tagli guardando al futuro. Obiettivi? 7 reti strutturalmente più leggere, meno costose, ricche di contenuti, idee innovative e format esclusivi … vetrine ricche di prodotti multimediali.

Anche i media ticinesi devono pagare il loro contributo e compiere tagli non solo strutturali. Compito assai gravoso, che il direttore della RSI Canetta ha delegato ai suoi migliori collaboratori dell’ufficio del personale, distintisi negli anni per sensibilità e diplomazia.

La prassi usata segue, ovviamente, le linee guida date dalla direzione, che in un recente intervista il direttore della TSI ha ben spiegato «Devo tutelare i colleghi che vengono licenziati. Essi hanno un piano sociale e vengono incontrati più volte per discutere sulle modalità future. Bisogna tutelare pure le persone che gestiscono questi colloqui, i colleghi e le colleghe e le redazioni. ».

I più incontri con il dipendente” per discutere delle modalità future” sono postumi… prima si licenzia, poi si discute. A meno di non considerare” i più incontri “il caffè prima del turno, il toast veloce a mezzodì ed infine la convocazione con annuncio di licenziamento ad effetto immediato, consegna del pass ed invito coatto ad allontanarsi dall’edificio …  nemmeno il tempo di dir “Ciao”non sia mai che venga loro voglia di cimentarsi nella nobile arte del tiro del Tablet mirando le teste dei neo ex colleghi.

Il direttore della Radio Televisione Svizzera Italiana confessa «Potessi tornare indietro cambierei il meccanismo adottato e il modo di comunicarlo ai dipendenti». Essendo ormai la RSI&TSI proiettata nel futuro applicherebbe una tecnica innovativa il “licenziamento 2.0” un messaggio su WhatsApp” Licenziato, quanto prima consegni al portiere il pass”.

 

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licenziamento 2.0

Citazioni del direttore RSI tratte da :  http://www.tio.ch/News/Ticino/Attualita/1067850/Licenziamenti-Canetta–Girano-notizie-false-