Archivi categoria: Senza categoria

In Ticino la povertà è solo un rischio….

No, decisamente il Ticino non ha nulla in comune con meridione d’Italia, l’Albania o la Grecia. Ha ragione il capo gruppo PLR Alex Farinelli il Canton Ticino non è il Burundi …  no, non è il Burundi della Svizzera. È innegabile, anche altri Cantoni, soprattutto della Svizzera Romanda, riscontrano serie difficoltà : dumping, disoccupazione, assistenza, caro vita, frontalieri …  serie difficoltà  del tutto simili a quelle che abbiamo nel Canton Ticino.  Non so perché  non  mi consola pensar ” mal comune mezzo gaudio“.

Certamente al capo gruppo liberale è  sicuramente sfuggita la considerazione fatta dal presidente PLRT, Bixio Caprara, il quale osservava le notevoli discrepanze nei dati statistici riguardanti il Canton Ticino. Effettivamente l’evidente la stonatura fra un tasso di disoccupazione nella media Svizzera, siamo solo al settimo posto con il 3,3% di disoccupati, e l’aumento considerevole delle domande di assistenza, molte delle quali sono inoltrate da lavoratori stagionali, a tempo parziale o tempo determinato … insomma il tipico salariato interinale con lavoro flessibile e salario pressoché  invisibile.

Certo il Canton Ticino sta economicamente crescendo, vi sono posti vacanti, per lo più stagionali, ma è anche vero che il nostro cantone ha un grande primato a livello nazionale. Secondo i rilevamenti SECO, anche se in Ticino hanno quasi tutti la televisione e l’auto, risulta che  la Svizzera italiana ha un’alta percentuale di persone a rischio povertà  … STOP non allarmiamo la popolazione, siamo pur sempre la quarta regione Svizzera in crescita economica. Davvero un bel risultato quarti su venti … no? No, i ventisei cantoni sono ripartiti in sette grandi regioni e il Ticino è quarto per la crescita economica e primo per rischio povertà .

A cosa serve sapere che in Ticino: circa 1 residente su 8 ritiene che sia molto difficile arrivare a fine mese; 1 su 2 è soddisfatto della sua situazione finanziaria; 1 lavoratore su 3 circa (31,0%) percepisce uno stipendio di poco più della metà (60%) del salario mediano (stimato facendo la media fra i salari erogati), mentre 1 lavoratore su 5 guadagna la metà del salariato medio; 1 residente su 6 è indigente; gli stipendi che girano nel nostro cantone sono i più bassi della Svizzera?

I dati statistici sono delle istantanee della società, del nostro paese e del nostro stile di vita. Ogni insieme di queste istantanee, se ben lette, dovrebbe dare una suggestione del reale sulla cui base, sia nel pubblico che nel privato, si decide la rotta da prendere. Nel caso del nostro Cantone dovrebbero far comprendere che tagliare gli aiuti alle famiglie non farà  che aumentare il disagio sociale ed assumere solo 9 ispettori del lavoro, senza dare maggiore spazio e potere ai vari sindacati presenti sul territorio che conoscono le varie situazioni dall’interno, è come voler svuotare il Ceresio con un cucchiaino da caffè bucato.

Cosa fare? Non vi sono ricette magiche, non vi è una verità  assoluta e non vi è una soluzione sicura. Si può sperimentare, investire, impegnarsi, ascoltare, leggere, provare, osservare, studiare, considerare, fallire ed avere successo. Le proposte che stanno già  vagliando sono molte. La destra sostiene l’abbassare le tasse delle imprese e dei liberi professionisti. Una proposta che potrebbe impoverire le casse Cantonali   se non applicata in maniera mirata. È un progetto che  ridarebbe respiro al mercato del lavoro e farebbe riacquistare un poco di autorevolezza al governo, solo se venissero abbassate le aliquote di coloro che rientrano in canoni etici fissati dal  governo stesso … un premio per le ditte  modello affiancato da sanzioni  per chi trasgredisce il diritto del lavoro.  La sinistra lotta per fissare un salario minimo per tutti uguale, una base fissa comune a tutte le professioni, si è calcolato che la cifra necessaria per garantire  a tutte le figure professionali di arrivare almeno a fine mese si aggirerebbe fra i 3750.- frs e i 4000.-frs. Sembra un’ottima idea se ben applicata  annullerebbe l’interesse ad assumere frontalieri, ed  aiuterebbe a far calare il numero di richiedenti assistenza, quindi la spesa pubblica.

E poi? E poi tagli, tagli, tagli … ma non bisogna essere positivi e propositivi per non allarmare la popolazione?

475px-Coat_of_Arms_of_Canton_of_Ticino-1

Annunci

Le centrali nucleari svizzere in pensione entro il 2029 ?

Fermare i reattori … non fermare i reattori…  questo è il problema.

Il 27 novembre 2016 saremo chiamati a  votare lo spegnimento graduale delle cinque centrali elvetiche entro il 2029. Il risultato di questo  voto è importante. L’approvazione dell’iniziativa darebbe un spinta all’uscita definitiva dal nucleare, uscita già decisa nel lontano2011 . Automaticamente si eccellerebbero   gli  investimenti verso le rinnovabili, il potenziamento dell’idroelettrico, l’applicazione e la sperimentazione  di nuove tecnologie, anche innovative. Potremo essere una volta di più all’avangurdia.

Certo dubbi e domande non mancano, specie ascoltando e leggendo  le dichiarazioni del fronte del No. Chi avrà ragione ? Meglio aspettare ? O dare il via al graduale smantellamento ? Vediamo!

Sarebbe veramente disastroso per l’economia  energetica svizzera ? No! Non vi è nessun reale rischio di rimanere senza sufficiente energia elettrica.  Se ne sono sicura? Nulla è certo a questo mondo, ma…attualmente la quota di energia elettrica di origine nucleare, rispetto alla produzione complessiva svizzera,  è mediamente  del 40%, l’idroelettrico  copre il 56%  della produzione e il restate 4%  deriva dai neonati impianti ad energia eolica.  Accidenti il 40% è tanto … e solo il 56% idroelettrico ? Ebbene sì dagli anni settanta ad oggi le centrali idroelettriche hanno visto diminuire la loro importanza. Il comitato proponente l’iniziativa   non ha, per nulla , fatto male i conti  spegnerei reattori  entro il 2029 è possibile. Considerando che è prevista la messa in funzione 12 impianti geotermici entro il 2030  ed inoltre il  recente Ecobilancio dell’energia eolica in Svizzera  evidenzia come entro il 2035 la quota di energia eolica, rispetto alla produzione complessiva nazionale, sarà del 31%. Non va trascurato  il fotovoltaico che, nonostante le latitudini  apparentemente sfavorevoli, cresce dando non poche soddisfazioni, almeno a noi privati cittadini. Non dimenticando  il potenziamento  delle attuali  centrali idroelettriche, possiamo affermare che:” la Svizzera non resterà senza luce elettrica!”.

È quindi  sufficiente ridare nuovo vigore alle centrali idroelettriche e promuovere gli impianti a energia rinnovabile  con incentivi e rinnovamenti, se passa l’iniziativa ? Sì. Tant’è vero che lo stesso  governo federale  prevede questa soluzione entro il  2050, data  ritenuta dal governo più idonea  per lo spegnimento delle centrali nucleari.

Perché accelerare i tempi e far chiudere gli impianti  nucleari entro il 2029 e non entro  il 2050 è importante?  Semplice la più giovane  delle 5 centrali nucleari è quella di Leibstadt    con i suoi  32 anni  di attività.  Credo che  a Berna abbiano fatto un poco di confusione negli ultimi anni tutto si sta muovendo troppo velocemente, troppi cambiamenti da affrontare, problemi da risolvere, argomenti da trattare ed approfondire … solo questo  spiegherebbe la loro ostinazione a voler far prendere l’AVS alle 5 centrali nucleari non prima dei 66 anni. Sembrano pensare “Si creerebbe un precedente pericoloso per il sistema pensionistico. Se oggi concediamo la pensione per usura a 45/48 anni agli  impianti nucleari,  domani dovremo concedere l’AVS  a 50 anni a muratori ,metalmeccanici e chissà a quale altra categoria di lavoratori”.

Nel 2012 fece notizia  la chiusura della centrale nucleare di Oldbury-on-Severn in Gran Bretagna, era allora  considerata la più vecchia centrale al mondo con i suoi  44 anni. Urca ciò significa che almeno 3 dei nostri 5 impianti nucleari  sono già iscritti sul libro dei  guinness dei primati per la veneranda età raggiunta: Benznau 1 ha il primo premio con i suoi 47 anni ; Benzau 2 e Muhlberg   seguono a ruota con i loro 44 anni ; la centrale  di Gosgen ha solo 37 anni e la più giovane  ha compiuto quest’anno 32 anni. Ora che gli inglesi sono stati battuti 3 a 1, possiamo cominciare a pensare a spegnere i reattori ?

Certo le nostre centrali sono costruite bene, sono  esempio d’efficienza, non hanno mai dato gravi problemi, ma sono veramente sicure? No! Vista l’età degli impianti le probabilità di un incidente grave si innalzano, inoltre non hanno superato i test eseguiti  dal ISFN sulla loro sicurezza in caso di terremoto o catastrofe naturale . Certo nel 2011 molti sostenevano che le centrali elvetiche erano fra le più sicure.  Non dimentichiamo le recenti rilevazioni fatte dai ricercatori del politecnico federale di Zurigo, in collaborazione con l’Università del Sussex (GB),  che li ha portati a sostenere come  il sistema, con il quale si determina la sicurezza degli impianti nucleari, utilizzato dall’Agenzia internazionale dell’energia atomica AIEA non sia affidabile. Lo studio condotto  evidenza come i parametri siano superficiali , poco chiari, sottovalutano le criticità degli impianti  e non sono precisi  … quindi il sistema di misura della sicurezza delle centrali nucleari  è inattendibile.

Visti i tempi economicamente difficili il governo pone l’accento sui costi della messa in pensione “anticipata” degli impianti nucleari, vent’anni prima del previsto è inconcepibile. Per le casse dello stato sarebbe troppo pesante smantellare con vent’anni d’anticipo   le centrali nucleari, gli esercenti potrebbero voler un  risarcimen… Or bene vista l’età degli impianti i rischi di incidente sono  alti non credo che i gestori possano chiedere risarcimenti di sorta. In un territorio come il nostro un reattore danneggiato, mal funzionate,  un disperdimento di radioattività, anche minimo che danni causerebbe? Certamente i danni sarebbero ingenti sia dal punto di vista economico che umano . Una fuoriuscita  radioattiva causerebbe, oltre a problemi sanitari rilevanti per tutta la popolazione, la perdita di una larga fetta della nostra economia agroalimentare e turistica.  Inoltre non va dimenticato che i nostri vicini europei  sarebbero pronti a puntare il dito, chiedendo seduta stante ingenti  somme per i danni subiti, accusandoci  di grave negligenza . Certo le centrali sono gestite da privati, ma la responsabilità ricadrebbe  sullo  stato che non ha saputo  o voluto prevenire e vigilare. Inoltre non dimentichiamo che a seguito di un incidente nucleare sicuramente  lieviterebbero i costi della sanità e sociali .    Le casse dello stato, e non solo quelle, potrebbero permetterselo ?

Dunque  si può affermare che mandare in pensione le centrali  nucleari  entro il 2029 è possibile anzi auspicabile …a meno che non amiamo giocare alla roulette russa.

…  vota Sì … vota No … Il voto è importante,  pensiamo a chi questo grande potere non lo ha e votiamo per posta o alle urne poco importa,  facciamo sentire la nostra voce.

 

2016-05-11-13-33-11
Les centralles nucleaires suissees , après le 27 novembre 2016 , pourrons prendre leur retraite avant 48 ans ou…. ou leur faudra attendre d’avoir 66 ans pour les AVS ?

 

 

 

Bilancio del post 1agosto…né bene …né male … svizzeritee

Anche quest’anno il 1 Agosto è passato quasi  indenne fra polemiche e  discussioni.Come da copione non son mancate sfilate, discorsi, critiche, musica, canti , balli, polemiche, grigliate, xenofobia, falò e fuochi d’artificio. Abbiamo invaso il web con messaggi di auguri rosso crociati.  A nessun interessa la campagna  anti fuochi pirotecnici, che sì costan molto , ma portan turismo… e fan sognare. Invece non poco fastidio ha dato l’uso d’inglesismi come ” Brunch” nei calendari degli eventi  proposti  per il 1 agosto, infondo le lingue nazionali son 4 il che ci permette di aver un vocabolario  vastissimo anche sol limitandoci  al nostro idioma …lo ” Svizzero”.

Poco importa che inno abbiamo cantato , se  quello vero  ossia il”Salmo ” o la provocazion /proposta “la strofa”, l’importante è saper cosa si è  e cosa è la svizzeritudine. L’aver il passaporto rosso crociato in tasca non è solo trecce al burro, grigliate, lanterne rosse, falò sui monti, bandiere alle finestre e corni  alpini. È qualcosa di  più che essere cittadini di un piccolo bellissimo francobollo di terra, neutrale e super partes, in centro Europa. È essere responsabili del prossimo, come di se stessi e liberi.

Esagerada? Forse… ma quest’anno più che mai l’ho così vissuto. Guardando la serie infinita di post, che si rincorrevano su Facebook, è avvenuto il miracolo ho riflettuto e mi sono resa conto che il primo agosto è il rinnovo di un patto di solidarietà fra 4 culture, 4 lingue, 26 cantoni , 2.324 comuni circa … e non dimentichiamo i più o meno 700’000 mila svizzeri che vivono all’estero .

Il primo Agosto non è solo il natale della patria ma è la nostra continua rinascita come svizzeri e ci ricorda quanto sia per noi importanti il concetto di Libertà, Solidarietà, Rispetto, Democrazia, Unione nella differenza, Giustizia,Etica, Coerenza, Impegno, Mutuo soccorso, Comprensione, Responsabilità, Umanità …. Molti di questi concetti nei successivi 364 giorni li dimentichiamo fin troppo spesso, ma poi ecco che  il primo agosto, fra fuochi e canti, ce li ricorda ogni anno con leggerezza , educazione e delicatezza. perché essere svizzeri non è avere il passaporto ma praticare la …svizzeritudine.

Grazie Helvetia che fin troppo bene sai che,noi tutti tuoi cittadini, soffriamo di gravi disturbi dell’attenzione e di smemoratezza, e con grande pazienza  sopporti i nostri continui borbottii senza rinunciare a guidarci sulla giusta via di libertà, egualità, fraternità e …svizzerità.

2016-02-8--11-59-22 la svizzeritudine
Svizzeritudine

j’espère  en Français si no…pardonnez-moi

!!!!!!!!!!!work in progress les articles en français ce lui ici c’est le premier!!!!!!!!!!!!!!!