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Kangoo dance variante legnanese di un made in swiss…

Con l’ arrivo della bella stagione le vie e i parchi cittadini si animano. Bambini, ragazzi, adulti e anziani si riversano in strada. Le piazze e i parchi si trasformano in salotti, mentre sentieri boschivi, i giardinetti ed alcune vie cittadine divengono palestre a cielo aperto.
Legnano , piccolo popoloso centro cittadino dell’estrema periferia nord-ovest milanese, non fa eccezione. Appassionati di ciclismo e d’atletica sfrecciano felici con le loro aderentissime e coloratissime mise. Fra i tanti irriducibili della forma fisica spicca un’atleta che non corre e non pedala, ma salta creando delle colorate coreografie lanciando e roteando i lunghi nastri tanto cari alla ginnastica artistica…il suo nome è Sergio. La disciplina praticata per le vie cittadine da Sergio si chiama kangoo dance.
Di cosa si tratta? È una variante della kangoo jump, una ginnastica aerobica nata in Svizzera, che negli ultimi anni ha spopolato in USA. La kangoo dance prevede delle coreografie a ritmo di musica e nella variante technicolor di Sergio l’ uso dei coloratissimi nastri, tipici attrezzi della ginnastica artistica, per allenare le braccia, il tutto calzando le tipiche calzature molleggiate le kangoo shoes.
Questi stivaletti molleggiato furono studiati e prodotti per aiutare gli atleti nella fase di allenamento e recupero della forma fisica, il caratteristico rimbalzo attutisce i colpi sul terreno proteggendo le giunture senza compromettere i benefici dell’allenamento.
Le kangoo shoes furono inventati Sion dal imprenditore svizzero Denis Naville agli inizi degli anni novanta dello scorso secolo. Il primo modello di kangoo shoes“KJ-1”venne presentato alla SISEL sport fair di Parigi nel 1994, suscitò subito molto interesse, divenendo protagonista di numerosi studi sui benefici e le possibili applicazioni di questi stivaletti.
Il grande successo della kangoo jump e delle sue varianti arriva agli inizi 2000 con la produzione della apposite calzature tecnologicamente più avanzate, idonee per ogni tipologia di persona e uso, che conquistarono lo star system hollywoodiano avendo così un’enorme “rimbalzo” mondiale ….fino ad arrivare a Sergio.
Sergio si è presto appassionato allo stile canguro e dopo aver seguito dei corsi ha iniziato a praticare liberamente la kangoo dance aggiungendo nuovi elementi per rendere più completo e divertente l’allenamento.

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Sergio e la sua Technicolor Kangoo dance
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Condannato per la rapina alla stazione di servizio di Vacallo,dopo 4anni colpisce benzinaio a Busto Arsizio

Busto Arsizio 20luglio quasi le 20:00 , come di consueto Marco Lepri rientra a casa con l’incassi di una lunga giornata di lavoro alla sua pompa di benzina. Un normale venerdì sera per il quarantenne bustocco, se ad aspettarlo nei pressi dello scivolo del garage di casa, non vi fosse stata una coppia di rapinatori in scooter.

Quattro colpi d’arma da fuoco, di cui tre raggiungono il benzinaio, uno all’addome e due alla coscia , e in un attimo i due malviventi si dileguano con il magro bottino, si parla di circa 1300euro, lasciando il quarantenne a terra ferito. Immediati i soccorsi e il ricovero all’ospedale di Legnano, dove M. Lepri si trova tuttora in prognosi riservata, per quanto sia ormai da considerarsi fuori pericolo.

Grazie all’attenzione di alcuni testimoni che hanno memorizzato il numero di targa dello scooter e all’intenso lavoro della Polizia di Stato di Busto Arsizio, guidata del pm Nadia Calcaterra, in sole 72 ore sono stati identificati e posti in stato di arresto i due malviventi. Trattasi di due pregiudicati, un quarantottenne nato in Germania residente a Tradate noto alle forze dell’ordine per traffico di droga, e un cinquantunenne di Cantù plurigiudicato per rapina a mano armata. I due complici si erano conosciuti in carcere.
Un fatto di sangue che in maniera trasversale interessa anche il  canton Ticino, non solo perché lo scooter risulta intestato ad un prestanome residente in Svizzera, ma anche perché la ultima condanna per rapina inflitta al cinquantunenne canturino dal tribunale di Como, nel non lontano 2014, risulta essere per una rapina alla coop di Como oltreché per il colpo alla stazione di servizio di Vacallo
2014-2018 …4  anni, ma era stato condannato ad otto anni di reclusione…un caso di mala giustizia? No, tutto si è svolto a regola d’arte, il malvivente canturino il mese dopo aver messo a segno la rapina a Vacallo, viene arrestato per una rapina in un supermercato di Como ,e si innesca il semplice meccanismo legal-burocratico: le autorità italiane segnalano ai referenti ticinesi di aver fermato l’autore di un reato compiuto oltreconfine; avvisato l’ente ticinese preposto si accorda con le autorità italiane su come agire ed in fine si da seguito al processo secondo gli accordi presi fra le varie autorità, ovviamente nel rispetto dei bilaterali e del diritto.

Nel caso in questione le autorità ticinesi, in accordo con le autorità lariane, hanno deciso di lasciare che il reo fosse giudicato e condannato dal tribunale penale di Como, oltre che per la rapina ai danni di un supermercato comasco anche per quella al distributore di benzina di Vacallo. Il tribunale lariano nel rispetto del diritto, secondo la procedura prevista dal diritto penale italiano in caso di confessione e fragranza di reato, è ricorso al rito abbreviato condannando il malvivente di Cantù ad una pena di otto anni, che  secondo la norma che regola i processi per direttissima si è commuta automaticamente in un terzo. Ecco spiegato perché il rapinatore di Vacallo /Como/Busto fosse già in libertà , dopo soli 4anni.

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il rapinatore del benzinaio di Busto Arsizio è noto anche alla polizia cantonale ticinese

Croak: Italia 25 aprile… tutti liberi …grazie

Milano 25 aprile 2017 Festa della Liberazione mentre sfila la brigata ebraica alcuni benpensanti, apparentemente comunisti, fischiano ed insultano violentemente “Assassini, genocidi, nazisti sfuggiti ai campi di concentramento” mancava solo il classico “deicidi” e avremmo raggiunto l’apogeo dell’antisemitismo spinto di pura ispirazione nazi-fascista… ma non sono fascisti …sono comunisti  avvolti nella bandiera palestinese. Ecco l’ennesimo esempio di come gli opposti, portati all’estremo conditi dall’ignoranza, si fondino in una medesima cosa coincidendo in pressoché tutto. Mi rendo conto guardandoli che per loro sono solo vuote parole. La rabbia che si dipinge sui loro volti, il disprezzo, gli slogan populisti preconfezionati tradiscono la sola voglia di sfogare la rabbia repressa che è in loro. “Assassini, genocidi, fascisti, nazisti sfuggiti ai campi di concentramento” parole svuotate dal loro significato che riecheggiano disperdendosi nel vuoto dal quale vengono … lo so  mi illudo purtroppo questo è solo l’ennesimo esempio di come l’antisemitismo, il razzismo, i pregiudizi, il fanatismo, l’arroganza, l’odio raziale e sociale non sia stato debellato, anzi sono  cresciuti ben nascosti nel guscio dell’ipocrisia.

Il 25 aprile per lo stato italiano è un momento di riflessione su quanto accaduto durante la seconda grande guerra mondiale. Un momento per raccogliersi e ricordare quanto sia stato fatto per abbattere l’assolutismo e il razzismo. Un momento per omaggiare e non dimenticare chi ha combattuto e chi ha dato la vita per la libertà … la nostra libertà  di: parola, pensiero, azione, culto, movimento e scelta. “Assassini, genocidi, nazisti sfuggiti ai campi di concentramento”  certo anche i palestinesi hanno  diritto di vivere in pace; ma chi urla ,avvolto dalla bandiera palestinese, sicuramente ignora il lavoro che in quei territori molte organizzazioni israelo-palestinesi stanno compiendo per riunire i due popoli, o forse lo sanno ma non gli interessa è troppo bello urlare e sputare veleno.

In tutta Italia, o quasi, sulle note di “Bella Ciao” sfilano orgogliosamente alcuni fra i rappresentati dei vari gruppi della resistenza … bhe ormai a marciare lungo le vie sono i nipoti di quelle donne e uomini che lungamente hanno rischiato tutto per gli ideali di libertà , uguaglianza e giustizia, ma poco importa chi sfila, l’essenziale è ricordare. Ricordare le migliaia di morti, la riduzione in schiavitù, l’annullamento sistematico del diritto di esistere di una fetta di popolazione: disabili, zingari, testimoni di Geova, ebrei, socialisti, comunisti, contestatori, oppositori, intellettuali, omosessuali …

Un corteo per ricordare un’epoca dove bastava esprimere un dubbio per morire. Uno sguardo, una parola, uno sbuffo, un gesto mal interpretato potevano costare la salute quando non la vita. Un bottone mal cucito poteva ridurti ad un ammasso sanguinolento di carne rannicchiato in un angolo. Una parola mal detta poteva trasformarti in una cavia umana a chilometri di distanza da casa o in uno schiavo, quando non in una saponetta.

Chi ha combattuto per anni l’assolutismo ridonandoci la possibilità  di parlare, ridere, scherzare, contestare, opporci, confrontarci, misurarci, insultarci e conoscerci? Chi ci ha ridonato la libertà di pensiero, di culto, di scelta e di azione? In Italia come in Europa furono i resistenti. I Partigiani erano uomini e donne di diversa estrazione sociale, cultura, etnia, credo, provenienza … ricchi, poveri, ebrei, cristiani, laici, atei, religiosi, operai, padroni, artisti, intellettuali, borghesi, nobili, operai, socialisti, centristi, comunisti, giovani, vecchi …  tutti uniti fino all’ultimo in una grande rete transnazionale di resistenza. Ebbene sì grande ideale dell’Europa Unita, ideale che nulla ha a che fare con la UE, nacque proprio dopo questa esperienza che vide svizzeri, francesi, tedeschi, austriaci, polacchi, olandesi, svedesi, spagnoli e norvegesi collaborare uniti allo scopo di abbattere le dittature che stavano imperversando, portando dolore, orrore e terrore.

Il 25 aprile dovrebbe essere la giornata dedicata a ricordare ed onorare tutti coloro che hanno salvato la libertà  di parola, culto, espressione e pensiero. “Assassini, genocidi, nazisti sfuggiti ai campi di concentramento” è strano come questi fanatici urlatori non si siano ancor resi conto che dovrebbero ringraziare la brigata ebraica, perché è grazie anche a quegli eroi che loro possono stare appollaiati sulle transenne a vomitare odio.

Grazie partigiani … grazie brigata ebraica.

25 aprile
ricordare perché non accada più…