Croack : Lugano abbatti qua;abbatti là…. una città senza storia?

Lugano 2001 si spengono definitivamente i riflettori su l’indimenticabile casinò-teatro Kursaal. Sono ormai passati sedici anni dallo sventramento del palco più bello di Lugano. D’altronde di una sala con una acustica perfetta, dotata di uno splendido loggione e sovrastata da una cupola affrescata, Lugano che cosa se ne faceva ? Nulla! Il gioco d’azzardo era il futuro su cui puntare… sì, un cavallo che dopo pochi anni si è rilevato un cavallo zoppo.

Che fare ora? Cosa può dare lustro ed attirare turismo?  Lo shopping? La storia? Lo sport? Il divertimento?  Il benessere? Ii verde? Per decenni si sono visti cadere sotto le ruspe edifici storici e teatri; riseppellire reperti archeologici; snaturare l’originalità delle tipiche vie della vecchia Lugano; lasciare in abbandono o semi abbandono le rare strutture che sanno ancora raccontare la storia della città; sradicare interi viali alberati; cementificare aree verdi e negare il diritto alla storia. Purtroppo anche a Lugano non manca l’incapacità di valorizzare le risorse culturali territoriali, a partire dall’editoria ad arrivare alle mostre passando per la musica.

Cosa resta della città dolcemente adagiata sulle rive del Ceresio che nei secoli addietro ha ospitato innumerevoli artisti, scrittori, filosofi, architetti che hanno passato mesi ed anni sul territorio luganese.? Che fine hanno fatto le varie tracce del loro passaggio? Palazzi d’epoca e teatri sono finiti irrimediabilmente sepolti sotto chili di vetro cemento. A partire dall’abbattimento del Castello di Trevano nel 1961 passando dall’amputazione di villa Ciani fine anni sessanta inizi  settanta, con la distruzione delle  scuderie, arriviamo all’abbattimento sistematico di parchi, viali e quartieri  di un certo pregio storico e culturale. Esagerata? Il piano regolatore parla chiaro, si continua con la politica modernizzatrice e con lo stravolgimento di interi quartieri. Un esempio?  Il quartiere Montarina, un quartiere che meriterebbe di essere salvaguardato per il suo interesse storico/artistico/naturalistico,  che rischia di venir totalmente stravolto in nome della modernità. Ebbene sì come buona parte degli storici viali alberati della Lugano di un tempo, la “città giardino” del Montarina, promossa e in gran parte realizzata dall’arch. Americo Marazzi nel 1910, compie i suoi 107 anni temendo l’arrivo delle implacabili  moto seghe che cancelleranno un altro piccolo grande tesoro mal compreso e gestito  della grande Lugano.

Bellinzona coccola i suoi tre castelli ; Locarno lustra le rovine del castello e si mostra al mondo con il suo film Festival; Biasca è tronata ad avere un ruolo logistico; Airolo è la guardiana della porta sud delle Alpi; Chiasso si impegna a rinascere cavalcando le nuove tecnologie, l’istruzione e lo sport e Lugano… Lugano? Bhe ovviamente punta sulla cultura.

Lugano centro culturale? Sì ,non per nulla poco tempo dopo la chiusura definitiva dello storico cinema-teatro Cittadella è stato inaugurato IL LAC, un’opera dalle grandi aspirazioni con il suo teatro, i suoi spazi espositivi ei suoi angoli dedicati alla musica.  Una imponente costruzione, un poco sottotono, circondata da polemiche, lotte di potere e mancanze di vario genere. Una struttura apparentemente maestosa che propendendo verso le rive del Ceresio abbraccia un’ampia piazza, che pun desertico palco a cielo aperto, i cui costi di gestione preoccupano non poco l’amministrazione cittadina.

Al di là dei problemi e dei costi di gestione, il LAC è veramente in grado di controbilanciare lo scempio continuo che in nome della modernità si sta compiendo ai danni della collettività, della storia e dell’immagine della città di Lugano? Non è l’unico polo culturale che la città offre, fra i tanti spiccano lo Studio Foce, il MASI e  il nuovo Spazio Morel, ma sono sufficienti o…?No, poiché  il turista sosta in una città accogliente che ha qualcosa da raccontare. Lugano cosa riesce ancora a raccontare? Poco nulla purtroppo. I luoghi degni di nota della nostra città sono sempre meno e molti di quei pochi sono alquanto trascurati e sottovalutati nelle loro potenzialità, come l’Asilo Ciani, una piccola perla nel cuore della città a cui manca una sana ed adeguata manutenzione, che lo porti a divenire una cornice molto suggestiva e particolare per: concerti, mostre, eventi, matrimoni, feste e quant’altro.

Però infondo  a cosa servono i turisti? Sporcano, esigono, comandano, spendono e si aggirano per le vie entrando ed uscendo dei negozi in cerca di non si sa cosa per non si sa chi.

2017-14-11-01-57-19
abbatti qua… abbatti là e la storia se ne va
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