Il 15 gennaio ricorre … la liberazione del franco

Son passati  ormai  due lunghi anni  dalla difficile , quanto contestata ed  apparentemente repentina, decisione presa dalla Banca Nazionale Svizzera di togliere il  pesante giogo Euro dal nostro amato franco svizzero. Anni difficili che hanno visto emergere molti dei gravi problemi che da un decennio almeno  affliggono la nostra Helvetia.
Cosa accade due anni fa? Giovedì 15 gennaio 2015  di prima mattina la Banca Nazionale Svizzera annuncia, a sorpresa, che smetterà di  spendere milioni  allo scopo di  mantenere  fisso   il cambio euro  franco. Ecco che il franco svizzero torna a correre felice  su e giù per le verdeggianti  piazze valutarie causando:  lo svenimento della borsa di Zurigo; il tremore delle grandi multi nazionali, anche quelle mitologicamente Suisse;  il panico dei piccoli imprenditori, quando non il loro collasso e toglie il sonno ai cantoni, che ogni anno ricevono il loro bravo  soldo direttamente dalla Banca Nazionale per le spesuccie.
La verità  su come si è arrivati a prendere la decisione di  sganciare il franco dall’euro e le conseguenze di tale operazione, forse la conoscevano e tuttora la sanno solo i vertici  della Banca Nazionale Svizzera e pochi loro intimi. Noi ci dobbiamo accontentare della più che credibile  versione  data: “Con la crisi l’euro si  è indebolito, specie in relazione al dollaro,  indebolendo anche il  franco  a lui legato”. La moneta unica europea ci  stava costando non poco, si  calcola circa  500 miliardi di franchi.
Facciamo un passo indietro per meglio capire… nella lontana estate del 2011 la crisi, l’instabilità dei mercati finanziari, la recessione a livello mondiale , hanno spinto la Banca Nazionale Svizzera  a  prendere la costosa decisione di comprare euro  così da poter  mantenere fisso il cambio valutario euro/franco a 1 euro=  1,20 frs … lo scopo ? Avevano  la speranza che così facendo avrebbero potuto evitare il rafforzamento della crisi interna, dando  stabilità al mercato interno  e  rafforzando il suisse import/export, oltre a rattoppare la falla  apertasi nel Titanic chiamato Unione Europea e salvare la moneta unica dal implosione.
Missione fallita? Non saprei  se  definire  i 3 anni e 5 mesi  di  blocco  del cambio valutario un costosissimo  fallimento  totale … dipende dal punto di vista dal momento che ha regalato  il tempo  alla Banca Centrale Europea, e non solo a lei,  di valutare il danno e trovare la miglior soluzione possibile per salvare il salvabile  dal cataclisma economico finanziario che ha travolto tutti .
Cosa è cambiato nel  gennaio 2015 da far virare bruscamente la BNS ? Forse semplicemente la BNS ha valutato troppo alto il rischio che  continuando  ad affondare l’Eurotitanic trascinasse, negli oscuri  fondali  del default,  la Nostra piccola Svizzera ; magari non era più necessario frenare l’affondamento  del sogno Unione Europea o  … o … a conti fatti i conti non tornavano vi erano troppi costi e  pochi vantaggi .  Fatto sta che la Banca Nazionale Svizzera con la benedizione della Banca Centrale Europea ha liberato il cambio del franco svizzero con l’euro scatenando un uragano di  previsioni nefaste sul elvetico destino.
Con buona pace degli uccellacci  disfattisti del malaugurio, son passati due anni e si inizia a sentir  i primi cenni di ripresa,  nonostante i tanti nodi venuti al pettine : il dumping salariale; le aziende  insediatesi sul territorio che non rispettano le regole; l’impoverimento  di una larga fetta di popolazione, fino alla povertà assoluta; la sicurezza;   l’emigrazione e l’immigrazione; la privatizzazione e il ridimensionamento  di molti enti pubblici e parastatali; la disoccupazione; i costi  proibitivi degli alloggi , delle assicurazioni e della vita e …Insomma tutti quei piccoli grandi problemi che comportano  il normale percorso evolutivo di una società democratica nel cuore dell’Europa travolta dalla  crisi.

Sono passati  due anni di corse felici  del franco  su e giù per le piazze finanziarie ed ora possiamo festeggiare il secondo anniversario della caduta del costoso giogo con un insperato aumento dello 0,2% delle cifre d’affari del commercio al dettaglio, un aumento degli investimenti  ed un incremento  nel settore del turismo. Un miracolo forse  frutto: dell’innovativa navetta a guida autonoma di Sion; della martellante campagna pubblicitaria, fatta a livello mondiale appoggiandosi ai consolati  svizzeri,  delle meraviglie enogastronomiche e paesaggistiche  vodesi; dell’efficacie semplicità del padiglione Svizzero presentato all’Expo; degli intramontabili festival di Locarno e Montreux;  dell’inaugurazione di Alptransit ; del ruolo della Svizzera nel mondo e in Europa; della capacità di  convertirsi ed aprirsi alle nuove tecnologie ed idee;  del saper sempre  riciclarsi in tutto e per tutto rimanendo  Suisse; del tram del gusto … anche se forse è solo  merito di Heidi e delle sue caprette.

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Il gioco euro ….15 gennaio ricorre la liberazione del franco

 

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