Croak : Il Ticino si risveglia…con fierezza marciam…

Apro facebook e leggo: “Stiamo diventando come l’Italia”  pare sia  la considerazione fatta dal consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD) dopo aver osservato  “Ieri l’Adecco, oggi il Governo, domani chi?” ed aver ovviamente sottolineato che  “E’ lecito manifestare il proprio dissenso, ma nel rispetto della controparte e delle istituzioni.”

No! Il Ticino non sta diventando come l’Italia. La vicina Penisola conosce la crisi da molti meno anni del dl nostro cantone. La struttura dello stato italiano, e non solo italiano, permette al popolo di aver voce solo attraverso la piazza, al di là delle elezioni quinquennali politiche. A ben pensarci quelle Italiane sono manifestazioni tranquille, se paragonate a quelle francesi dove lo sciopero è ad oltranza e le teste rotte non si contano.

Il 23 febbraio è stata una grande giornata per il Ticino. Finalmente vedere la popolazione civile muoversi e dire “Basta!”. Dà speranza. Speranza sì, proprio così … speranza! Da troppi anni i ticinesi si sono ripiegati su sé stessi, parato colpo su colpo dicendosi “Domani andrà meglio!”.  Dopo una dozzina di anni d’attesa del meglio che non arriva …quando anche oltr’alpe si chiedevano se fossimo vivi o zombi. Ecco l’occupazione dell’Adecco, ecco la protesta civile … i ticinesi sono vivi, vivaci, stanchi di subire, pieni di energia, voglia di fare, di costruire, ricostruire a testa alta marciano e fanno sentire la loro voce. Senza violenza ma con determinazione. Senza teste rotte ma con idee, ideali e dignità.

I giovani manifestanti hanno tentato di entrare a palazzo delle Orsoline? Che male c’è trovo naturale che avessero il dubbio che una visitina dall’otorino e dall’oculista il governo le dovesse fare …  la loro era solo una premura, volevano essere certi che a Palazzo delle Orsoline sentissero e magari comprendessero. Si sa che il Ticino è in deficit, come per altro 15 cantoni su 23 sono con le casse in rosso, vero ciò non toglie che bisogna tirare i remi in barca … ma basta tirarli sulla testa dei cittadini. Per una volta non siano istruzione, cultura e sociale le prime voci soggette a tagli di spesa. Tagli per altro inutili visto che i conti non tornano comunque.

2016-25-3--14-36-18 Croak  i ticinesi non son zombi

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