Ariston arcobaleno

Ancora qualche giorno e tutto sarà finito.

Ogni anno l’Italia intera si ferma in trans. Cinque lunghi giorni di completa staticità, tutto intorno il mondo si muove, le borse fluttuano, la gente nasce e muore… mentre l’italico stivale è come sospeso in una parentesi temporale indefinita, quasi magica, a cui nessuno sfugge belli e brutti … ricchi e poveri … colti e stolti.

Un incantesimo che per giorni avvolge tutto e tutti. Inutile opporsi, resistere e ribellarsi. Puoi non accendere la tv, la radio, evitare internet e rinunciare a leggere il giornale…niente, anche così facendo non sfuggi.

Pur isolata e barricata in casa è inevitabile finirai per sapere anche il colore, se le portano, delle mutande dei protagonisti … perché San Remo è San Remo.

Il festival avrà quel non so che di saga di paese, quel gusto senza tempo fra antico e moderno, con le sue luci, l’orchestra, i fiori strega tutti, anche oltre i confini, non si riesce a non parlarne, nel bene e nel male si commenta e  critica.

Fra le note leggere provocazioni dai color arcobaleno si fan strada. Trasformando il palco dell’Ariston da grande vetrina, con tanto di manichini, in una grande cassa di risonanza per i diritti civili, causando travasi di bile a chi la tradizione un po’ posticcia vuole preservare. Da Elton John alla Pausini, passando dai Pooh … ospiti e no … nessuno si è astenuto dal chiedere il superamento delle distinzioni di genere. In un vero stato di diritto tutti i cittadini devono avere eguali diritti e doveri, siano essi eterosessuali o omosessuali … donne o uomini … bianchi o neri … siamo tutti esseri umani e cittadini.

La magia del festival è anche questo vento leggero che fa pensare e riflettere . Non importa come siamo e quello che facciamo, ma quello che siamo  e come facciamo.

2016-12-2--21-26-33
Italy and Stepchild adoption
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